Ancora novità, e tutte di non poco conto, per l’area degli insediamenti produttivi di via Migliaccio. Il Tar, che ieri aveva respinto i ricorsi della Iniziative industriali e della Eco Rottami, ha rigettato anche il ricorso della ditta Vaccaro srl. I giudici amministrativi erano chiamati a decidere sulla revoca dell’agibilità dei capannoni. Gli atti di revoca sono stati sottoscritti dal Comune alla luce delle relazioni tecniche degli ultimi mesi. I capannoni, dunque, dovranno chiudere i battenti nelle more delle definizione degli aspetti tecnico-urbanistici.
Le novità non finiscono qui. L’ingegnere Luigi Gianpaolino, consulente del Comune, ha consegnato la relazione sullo stato delle opere di urbanizzazione dell’area Pip, già sottoposte a sequestro da parte della magistratura. Gianpaolino, secondo le prime indiscrezioni, avrebbe rilevata l’assoluta non conformità delle opere realizzata dalla Iniziative industriali di Sant’Antimo, società di scopo della famiglia Cesaro. Il Comune, nel contempo, ha inoltrato alla Procura di Napoli la richiesta per una proroga dei termini per l’esecuzione dei lavori nell’area oggetto del sequestro. Lavori che saranno addebitati alla società di Sant’Antimo.
Infine l’ente, con una determina dello scorso 4 gennaio (meglio tardi che mai), ha preso atto della non conformità dei collaudi provvisori e amministrativi effettuati qualche anno fa nell’area oggetto del sequestro, che erano stati avallati, con documenti ritenuti falsi, incompleti o non sufficienti, dalla ditta concessionaria dell’appalto. Il Comune ha avviato, nel contempo, la procedura per l’individuazione di un collaudatore delle opere pubbliche.
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