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Repubblica
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“Da una parte sono contenta perché ho avuto giustizia, dall’altro dico che quei due devono marcire in carcere perché hanno ammazzato mia figlia”. Poche, amare parole per Domenica Guardato, la mamma della piccola Fortuna uccisa a 6 anni, dopo aver subito abusi sessuali. La donna se la prende anche con la compagna dell’uomo, sua vicina di casa, in carcere per violenza su un’altra bimba di tre anni, e a loro dice: “Voglio guardarvi in faccia per capire perché lo avete fatto”. “Sono sempre stata sicura che fossero stati loro, l’ho sempre detto. Forse si è perso troppo tempo, due anni. Io l’ho detto da quel giorno. Mia figlia amava la vita, non poteva essersi buttata giù. L’ho sempre saputo che era stata uccisa”. La mamma della piccola Fortuna ha sempre ripetuto, da quel 24 giugno 2014, che sua figlia era stata uccisa. E da sempre aveva detto che “tra quelle case c’era qualcuno che sapeva”. “Lui non l’ho mai incontrato, ma a lei l’ho chiesto e ha sempre negato – dice – Lei è malata e c’è anche un’altra persona che sapeva tutto, la mamma di quella donna”. “Qui c’è un altro bimbo morto come Fortuna, il piccolo Antonio – aggiunge la donna – cosa dicono quei due del piccolo Antonio, cosa?”. Caputo, arrestato oggi per l’omicidio di Fortuna Loffredo, era già in carcere insieme proprio alla compagna da novembre 2015. I due, allora, furono fermati con l’accusa di violenza sessuale sulla figlia di tre anni. La donna di 26 anni era madre di Antonio Giglio, un altro bambino di 3 anni morto il 28 aprile 2013 precipitando dal balcone dello stesso palazzo del parco Verde di Caivano in cui morì un anno dopo Fortuna Loffredo. Le indagini sono condotte dai carabinieri con il coordinamento della Procura di Napoli Nord. |
