Comune sciolto per mafia. L’ex sindaco di Castellammare: ‘Città vittima di una lotta interna al Pd e delle ipocrisie di Sandro Ruotolo’

0
Condividi
76 Visite

Luigi Vicinanza, da ieri non più sindaco di Castellammare di Stabia a seguito dello scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche, replica a quanto accaduto con una difesa orgogliosa e accorata del suo operato e duri attacchi alla dirigenza nazionale del Pd e all’europarlamentare Sandro Ruotolo, dimessosi da consigliere comunale nel gennaio scorso.
“Ora farò quello che ho sempre fatto: leggerò, studierò, rifletterò”. E’ la risposta che ripete ai giornalisti che gli chiedono se resterà in politica e se si riproporrà alla guida dell’amministrazione cittadina.
Il commiato del giornalista di centrosinistra, per tre anni sotto i riflettori per avere guidato una città che usciva già marchiata dallo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, è avvenuto tra gli applausi e le lacrime dei suoi sostenitori.

“Due scioglimenti in 5 anni: Castellammare è un caso nazionale – afferma Vicinanza – Ma non da sola, ormai il problema delle infiltrazioni mafiose è anche di moltissime città del Nord Italia. Evidenza che la legge 143 T.U. degli Enti locali non non funziona. Va modificata, creando accompagnamento ai sindaci che lavorano nell’interesse della città”.
“io sono stato lasciato solo – ha tuonato contro il partito della Schlein – E questa città è stata vittima di una lotta interna al Pd. Sono stato accusato di avere imbarcato liste inquinate. Ma quelle liste furono compilate e firmate dall’attuale segretario regionale, all’epoca commissario del Pd, sulla sede del partito, con l’avallo della segretaria Schlein.
Se non ne erano convinti, potevano negare il simbolo del partito alle elezioni”.
“Mi avevano suggerito di dare le dimissioni, prima della decisione dello scioglimento del Consiglio comunale. Io mi sono opposto, perché questa è politica politicante – ha continuato – La città non avrebbe capito e, come è successo a Torre Annunziata, lo scioglimento ci sarebbe stato ugualmente. Fino all’ultimo io invece ho lavorato a progetti di riscatto sociale e anticamorra: aperture di scuole, salvataggio di un asilo nido, restituzione di monumenti e di beni sottratti ala camorra, creazione di un museo, lavori per km di strade e ho portato da 6 a 300 il numero delle videocamere di sorveglianza cittadina, di cui 12 smart che rilevano e analizzano le targhe”.
“Ruotolo è un mio collega, facciamo questo lavoro da 50 anni – ha detto – Lui animava la telepiazza di Santoro e io lavoravo per la carta stampata. Era il capolista del Pd alle elezioni comunali, membro della segreteria nazionale e candidato alle europee anche qui. Deve spiegare se i voti di questa città erano buoni per le comunali, ma non lo erano più dopo che è stato eletto. La camorra si combatte con i fatti, restando, non per farsi propaganda».
E a chi gli ha chiesto se sia ancora uomo di centrosinistra ha risposto: “Certo. Una piccola storia miserabile, intendo la polemica costruita politicamente, non cambia la mia formazione e la mia storia. Mio padre – ha quindi sottolineato – è morto nel suo letto. I miei fratelli sono professionisti onesti, io non compro droga, non spaccio e non salgo su yacht e gommoni di pregiudicati. E, infine, nei lidi in cui vado, pago il biglietto”. Bordate lanciate a politici locali interni al centrosinistra che hanno lavorato per le sue dimissioni sin dalla sua campagna elettorale.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti