Esclusiva Marano, scatta il maxi censimento delle attività commerciali: oltre 1.600 partite IVA “sparite” dagli archivi comunali. La politica ha dormito per anni, ora le verifiche affidate alla polizia municipale

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La commissione straordinaria di Marano avvia una vasta operazione di verifica sulle attività produttive presenti sul territorio. L’iniziativa nasce dalle rilevanti differenze emerse tra i dati trasmessi dalla Camera di Commercio e quelli contenuti negli archivi comunali e nelle banche dati del concessionario della riscossione. Secondo quanto riportato nella direttiva della Commissione Straordinaria, sul territorio comunale risultano attive 4.397 posizioni titolari di partita IVA. Un numero sensibilmente superiore rispetto alle 2.758 utenze non domestiche iscritte a ruolo TARI e alle 2.137 utenze presenti nelle liste di carico del Servizio Idrico Integrato.

Un disallineamento che ha spinto l’Ente a disporre un’attività straordinaria di controllo, finalizzata a ricostruire con precisione la situazione delle imprese operanti a Marano, verificare il corretto assolvimento degli obblighi tributari e accertare la regolarità amministrativa delle attività esercitate. Il piano coinvolgerà in maniera coordinata il SUAP, il Comando di Polizia Municipale e l’Ufficio Tributi. Il SUAP sarà chiamato a costituire una banca dati delle partite IVA comunicate dalla Camera di Commercio, suddivise per tipologia di attività economica. Le informazioni saranno poi trasmesse all’Ufficio Tributi per i successivi accertamenti in materia di fiscalità locale.

Alla Polizia Municipale spetteranno invece i controlli diretti sul territorio. La direttiva prevede l’estrazione casuale di una quota non inferiore al 10% delle utenze non domestiche riferite alle attività produttive. Le verifiche riguarderanno il possesso dei titoli autorizzativi, le eventuali occupazioni abusive di suolo pubblico, il rispetto delle norme di sicurezza e la regolarità delle forniture idriche. L’Ufficio Tributi procederà al controllo incrociato tra le diverse banche dati e potrà inviare apposita modulistica agli operatori economici non censiti, al fine di acquisire chiarimenti e individuare eventuali posizioni debitorie, morosità o situazioni di evasione. Per queste attività sarà utilizzato anche il supporto del concessionario Municipia S.p.A.

Particolare attenzione sarà riservata anche al versante della prevenzione antimafia. Il sovraordinato prefettizio competente in materia di attività produttive coordinerà l’attuazione della direttiva e individuerà, mediante estrazione casuale, almeno il 5% delle utenze produttive, da trasmettere alle Prefetture competenti per gli approfondimenti previsti dalla normativa antimafia. L’obiettivo dichiarato è quello di riallineare le banche dati dell’Ente e fare chiarezza sulle attività realmente operative sul territorio, distinguendo le posizioni regolari da quelle non dichiarate, non censite o non in regola con gli obblighi amministrativi e tributari.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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