Inchiesta sulla gestione degli appalti per la gestione dei rifiuti a Giugliano e Marano: ecco come partì, nell’estate del 2021, l’inchiesta giudiziaria, prima seguita dalla Dda di Napoli, pm Di Mauro, poi spostata a Napoli nord, pm Sirignano.
Ecco gli articoli di quel periodo.
Due borsoni contenenti 350 mila euro, ritrovati nell’abitazione di Portici di un dipendente di una ditta dei rifiuti della provincia di Napoli. Stamani la notizia del sequestro emesso dal gip del tribunale di Napoli, ma sono tanti gli sviluppi di un’indagine partita mesi fa da Marano, condotta dai carabinieri dei Castello di Cisterna e coordinata dal pm Maria di Mauro. Tra gli indagati, che rispondono a vario titolo di riciclaggio e fraudolento trasferimento di beni, figura anche un volto noto del settore rifiuti: Giuseppe Spacone, amministratore di Teknoservice, che opera nei comuni di Mugnano, Giugliano e in altri territori della provincia. Spacone risponde del reato di attribuzione fittizia di beni. Quei soldi, secondo gli inquirenti, dovevano servire per pilotare gare d’appalto e corrompere pubblici funzionari e politici. Al momento nomi di pubblici amministratori non ve ne sono nel registro degli inquirenti. Gli altri due indagati rispondono ai nomi di Izzo e Gentile. Uno dei due è impiegato nel settore ittico, l’altro in una ditta dei rifiuti. L’inchiesta fu anticipata due mesi fa da Terranostranews. Le indagini partirono con l’acquisizione di documenti e faldoni nei comuni di Marano e Giugliano. Va detto che per molti comuni le gare d’appalto vengono espletate dalle stazioni uniche appaltanti che operano presso il provveditorato per le opere pubbliche.
Pochi mesi prima l’antefatto.
Blitz dei carabinieri di Castello di Cisterna in municipio. Stamani i militari dell’Arma hanno acquisito una enorme mole di documenti, da quanto si evince relativi al settore igiene urbana e in particolare al gruppo Tekra, che in città gestisce il servizio di raccolta rifiuti. Al momento si sa solo questo. L’indagine pare sia coordinata dai magistrati della Dda di Napoli. La ditta Tekra, con sede legale ad Angri, fa parte del gruppo Balestrieri Holding. Una delle società di Balestrieri, con sede legale in provincia di Napoli, è destinataria di una interdittiva antimafia. Nei giorni successivi a quella interdittiva, i titolari della ditta Tekra hanno deciso di inserire due generali della Finanza e un prefetto in pensione nel consiglio d’amministrazione. Le indagini proseguono a tutto spiano, intanto, e presto ci potrebbero essere clamorosi sviluppi.
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