Covid, da metà giugno si parte con la vaccinazione di massa

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Commander MG Figliuolo------Kosovo,23 luglio. Si e` svolta questa mattina nel palazzo della RTK a Pristina, la conferenza stampa del Generale di Divisione Francesco Paolo Figliuolo, a poche settimane dal termine del suo incarico come Comandante di KFOR XIX. Agire in maniera preventiva per anticipare gli eventi, adottare un atteggiamento piu` dinamico aumentando il numero delle pattuglie - ha commentato il Generale Figliuolo - sono i principi ai quali si e` ispirato KFOR XIX. Inoltre - ha aggiunto - uno dei fattori chiave del successo in Kosovo e` lapproccio comprensivo che permette di creare collaborazioni solide ed efficaci con la comunita internazionale e con le Istituzioni kosovare. Rispondendo alla domanda di un giornalista il COMKFOR ha ribadito che il terrorismo e` una minaccia globale da cui nessuna nazione puo` sentirsi immune. Le istituzioni kosovare hanno dimostrato una grande attenzione a questo fenomeno anche adottando una legge contro i foreign fighters. Limpegno delle organizzazioni di sicurezza kosovare e`stato fino ad ora molto efficace ha concluso il COMKFOR Negli 11 mesi di Comando del Generale Figliuolo KFOR XIX ha sempre agito nel rispetto del mandato e della risoluzione 1244 delle Nazioni Unite, assicurando un ambiente sicuro e stabile e la liberta` di movimento per tutti i Kosovari senza distinzione etnica ne religiosa. Da settembre del 2014 gli uomini e le donne di KFOR XIX hanno realizzato piu`di 6500 pattuglie e oltre 150 pattuglie sincronizzate con le Forze Armate Serbe lungo il confine amministrativo Kosovo Serbia. Gli elicotteri di KFOR hanno volato per oltre 4300 ore in attivita` operative e di addestramento e le unita` della Forza mulltinazionale hanno realizzato oltre 100 attivita` addestrative congiunte con la Kosovo Police la Border Police e le forze di sicurezza kosovare. Di fondamentale importanza per garantire la sicurezza e ridurre le tensioni anche lattivita` di Key Leader Engagement svolta da tutte le unita` di K
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Da giugno via alla vaccinazione di massa vera e propria e senza il criterio della scansione rigida per fasce d’età. L’idea alla base del ragionamento in corso tra Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità e Governo è quella di ampliare la platea offrendo la possibilità di vaccinarsi a tutti gli italiani di età compresa tra 18 e 59 anni. Ma mai derogando dal criterio della fragilità che continuerà, come sempre dall’inizio della campagna vaccinale, a rappresentare una priorità.

Tappa ulteriore nel percorso di attuazione del piano vaccinale adottato poco dopo l’insediamento alla guida della struttura commissariale del generale Francesco Paolo Figliuolo, nei piani del governo Draghi dovrebbe scattare una volta completata la vaccinazione degli over60, che potrebbe essere ultimata prima del previsto. Dunque non alla fine di giugno, ma intorno alla metà del mese. Dopo, dunque, si passerebbe alla vaccinazione di massa abbattendo i paletti delle fasce anagrafiche, “anche perché – ragiona una fonte di governo di primissimo piano – non ci sono differenze di rischio per quel che riguarda le indicazioni dei vaccini”. In vista di quella che può essere considerata la seconda fase della campagna vaccinale, verosimilmente, “pure considerando i dati aggiornati”, si supererà la raccomandazione dell’Agenzia italiana del farmaco di riservare i vaccini AstraZeneca e Johnson&Johnson agli over60. In modo tale che chi vorrà, sempre su base volontaria e previo consenso informato, potrà anche farsi iniettare uno dei due preparati ad adenovirus. 

Fonte Huffington post

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