Il Comune di Marano (sotto indagine) fa harakiri sull’area Pip: intima lo sfratto a diversi imprenditori dopo la convocazione in prefettura di Manfrellotti

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Il Comune di Marano ha deciso di suicidarsi. Sì, perché l’ente cittadino, a un passo dallo scioglimento per camorra, ha pensato bene di intimare lo sfratto a diverse aziende dell’area industriale (Pip). Le aziende hanno stipulato anni fa un contratto con la Iniziative industriali di Sant’Antimo, la società dei Cesaro da circa tre anni in regime di amministrazione giudiziaria. Gli imprenditori che occupano i capannoni versano un canone alla suddetta azienda, nonostante l’ente comunale abbia rescisso il contratto con Iniziative industriali e reclami il pagamento del canone di affitto.

Il caso è finito anche davanti a un giudice di Napoli nord, che deve pronunciarsi sulla legittimità della revoca della concessione. In mezzo, al momento, ci sono 15 imprenditori che devono fare fronte alla richieste avanzate sia dal Comune di Marano che dall’azienda dei Cesaro di Sant’Antimo.

Il Comune, dopo aver tergiversato per mesi e mesi, ha però improvvisamente accelerato. E lo ha fatto subito dopo la convocazione in prefettura dell’avvocato dell’ente, il professor Raffaele Manfrellotti, chiamato a relazione, tra l’altro, proprio sulla vicenda Pip. In poche parole il Comune, fiutato l’odore di scioglimento per camorra anche sulla base delle anomalie rilevate nell’area Pip, si scuote improvvisamente dal torpore e intima lo sfratto agli imprenditori, rei di continuare a versare il canone alla Iniziative industriali di Sant’Antimo.

Peccato per il Comune che la vicenda sia già stata ampiamente documentata dagli 007 della prefettura, che indagano sul municipio, e che ogni atto successivo al loro insediamento non fa altro che rafforzare il loro teorema. La pezza, insomma, è peggiore del buco. Lo stesso era accaduto anche per la Garden House, per la quale l’ente ha intimato lo sgombero solo dopo la convocazione in prefettura di Manfrellotti e la pubblicazione di una recente ordinanza del Tar (è questa la sequenza temporale degli atti). Forse gli amministratori del Comune di Marano non sanno che gli atti sottoscritti nella fase successiva all’avvio delle indagini sono praticamente carta straccia; anzi non fanno altro che rafforzare determinati sospetti. L’ignoranza amministrativa ai piani alti dell’ente lascia di stucco.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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