Marano, scoppia un altro polverone. La polizia municipale entra a gamba tesa in una querelle tutta politica, tra consiglieri e amministratori

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Noi lo scriviamo, nella consapevolezza che quel che accade a Marano, città e comune in balìa delle onde, non avviene in nessun paese del mondo. Siamo altresì consapevoli che il 70 per cento dei cittadini nemmeno comprende certi meccanismi della politica e delle istituzioni locali. La maggior parte si lamenta, ma non sa cosa c’è dietro i problemi.

Nelle ultime ore è accaduto un’altra cosa altamente spiacevole e poco edificante per le istituzioni locali. La polizia municipale, in una nota di qualche settimana fa, inviata a tutto il Consiglio comunale, metteva in risalto (giustamente) alcune importanti questioni, tra cui la mancata assegnazione (attraverso il bilancio) dei fondi necessari per dignitosa sopravvivenza della Protezione civile locale. Un settore estremamente importante, soprattutto in un periodo come quello attuale, segnato dalla pandemia e dalla necessità di aiutare decine di famiglie con l’ausilio dei volontari.

Una nota di velata critica per il mancato stanziamento di fondi che era stata, legittimamente, utilizzata da gran parte della minoranza per chiedere le dimissioni dell’assessore al ramo del comparto, ovvero Paolino Castrese D’Alterio, da anni finito nel mirino delle critiche anche per altre vicende.

La municipale, nella sua nota, aveva evidenziato diversi passaggi e gli incontri propedeutici al varo del bilancio. In quei passaggi intermedi ci sarebbe stato l’impegno (da parte dell’esecutivo in carica o parte di esso) di fornire il giusto supporto alla Protezione civile locale, spesso chiamata in causa in questi ultimi mesi. Tutto normale, insomma. Da un lato la legittima sottolineatura della municipale; dall’altro la mozione di censura protocollata dalla minoranza, che naturalmente cercava e cerca di sfruttare politicamente l’assist fornito proprio dalla nota inviata a tutto il civico consesso.

Poco fa il colpo di scena: una nota stampa del vertice della municipale, a nostro avviso completamente sballata nei modi e nei termini. Il comparto fa presente, in pratica, che le criticità esposte nella prima nota non sono da intendersi come una critica all’attuale giunta; non erano altro, precisano, che la narrazione dei passaggi accaduti nelle fasi precedenti al voto sul bilancio. Nella nota si ribadisce che la comunicazione era indirizzata a tutti, quindi anche alla minoranza.

Lo scivolone però è dietro l’angolo, perché ad un certo punto la responsabile Brigida Costa e il maresciallo Delicato (che firmano il documento) si spingono oltre e sentono di dover precisare (ma a che titolo e perché?) che loro “sono lontani da logiche politiche che seguono facili strumentalizzazioni per scagliarsi contro l’avversario di turno, del resto non sembra che dai banchi dell’opposizione siano state fatte specifiche osservazioni in sede di discussione di bilancio”.

Un’entrata a gamba tesa, insomma, tutta dal sapore politico di cui non si sentiva alcuna necessità. La municipale aveva fatto la sua nota e chi doveva capire aveva capito. La minoranza, dal canto suo, aveva fatto il suo gioco scagliandosi contro chi governa la città e ha il potere di decidere come assegnare i fondi. Potere esercitato da chi amministra, lo ricordiamo, e non certo da chi si oppone.

Un caso grave, almeno a nostro avviso, con un comandante dei vigili che esprime giudizi su una parte politica, bollando come (lo ripetiamo) strumentale la mozione di sfiducia intentata contro D’Alterio.

In un paese serio, l’opposizione stasera avrebbe chiesto le dimissioni immediate della Costa e invitato il maresciallo Delicato a non interferire nelle vicende politiche dell’Ente. Costa e Delicato dovrebbero sapere che non è compito loro esprimere giudizi su chicchessia del civico consesso (maggioranza o opposizione): loro sono chiamati esclusivamente a fare i dipendenti dell’Ente e a svolgere le specifiche mansioni a loro richieste.

Se l’opposizione vuole strumentalizzare o cavalcare l’onda di una nota pubblica, può farlo senza doversi giustificare; al contempo se la giunta o chi per essa ha deciso di tagliare fondi alla Protezione civile ne ha facoltà. Sia l’una che l’altra parte sono soggette a critiche, ma le critiche politiche non le può muovere certo la polizia municipale. Il vertice della municipale può segnalare anomalie, fare richieste, evidenziare problematiche, suggerire, finanche lamentarsi, ma non dovrebbe, anzi non deve mai entrare nella “scazzetta” politica. I consiglieri, sia che essi siano di maggioranza o opposizione, sono eletti dal popolo e rispondono al popolo, all’opinione pubblica e sono soggetti alle critiche o esaltazioni degli organi di stampa. La municipale fa la municipale: non agisce come se fosse un partito o un organo mediatico. Si può lamentare nelle giuste sedi, può proporre, evidenziare problemi, ma non può – attraverso una nota stampa – entrare in una contesa tra organi politici. E’ l’abc.

Gravissimo ciò che accaduto, dunque, ma tanto sono discorsi che a Marano comprendono in pochi: la cultura amministrativa, infatti, è quella che è. L’ignoranza abbonda, il quieto vivere pure e gli scivoloni non vengono notati da cittadini distratti e poco avvezzi alle dinamiche della cosa pubblica.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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