Morte della paziente al Cardarelli, lettera dei direttori: “Rispetto per il lavoro dei medici”

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In questi giorni il nostro ospedale è al centro dell’interesse dei media che stanno seguendo la vicenda di una paziente deceduta al ‘Cardarelli’, a seguito di un delicato intervento.

Come direttori di Dipartimento ci uniamo al cordoglio già espresso nei giorni scorsi dall’Azienda alla famiglia e ai cari della ragazza.
Comprendiamo che un evento come questo susciti domande, e crediamo che il nostro operato debba essere valutato da chi ne ha la competenza, nelle sedi previste dall’ordinamento, con tutto il rigore che una valutazione seria richiede.

È un diritto dei pazienti e delle famiglie, ed è anche nell’interesse della medicina stessa”. Lo scrivono, in una lettera aperta, i direttori di Dipartimento dell’Azienda ospedaliera “A.
Cardarelli” Carmine Antropoli, Massimo Costa, Umberto Esposito, Ciro Mauro, Mario Muto, Claudio Schonauer, Romolo Villani e Lina Zuccatosta, direttore del Dipartimento integrato oncoematologico e toraco-polmonare.
“Quello che però osserviamo con preoccupazione è un fenomeno diverso: la trasformazione di una vicenda ancora da accertare in un caso giudicato nelle piazze social, con informazioni sommarie e spesso da chi non ha elementi sufficienti per farlo. Riteniamo che questo modo di procedere sia dannoso non solo per noi come professionisti, ma per l’intera collettività. La medicina non è una scienza esatta, e lo diciamo ogni giorno ai nostri pazienti.
Non tutti rispondono allo stesso modo alle stesse cure, e l’evento avverso, purtroppo, è statisticamente possibile anche quando ogni procedura è stata condotta correttamente: non è automaticamente sinonimo di errore medico. Stabilire cosa sia realmente successo richiede un’analisi tecnica, non un verdetto emotivo”, aggiungono i direttori.
“Come medici del Cardarelli abbiamo la responsabilità quotidiana della vita di pazienti che spesso arrivano a noi dopo non aver trovato risposta altrove. Solo nell’ultimo anno le nostre équipe hanno effettuato circa 30.000 procedure chirurgiche e gestito circa 70000 accessi al Pronto Soccorso, occupandoci il più delle volte di emergenze, oncologia e patologie rare. Per questo chiediamo rispetto: per la professione, per il Servizio Sanitario Nazionale che essa sostiene e per tutti noi. Non chiediamo di non essere valutati, ma che la valutazione avvenga nelle sedi preposte, con competenza e nei tempi necessari — non sostituita da un giudizio sommario costruito sull’onda dell’emotività. Le speculazioni, chiunque le promuova, rischiano di minare la fiducia in un sistema sanitario pubblico che ogni giorno si prende cura di chi ne ha bisogno, indipendentemente dalla capacità di pagare”, concludono.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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