QUALIANO, DONNA ACCOLTELLATA DALL’EX. IL RACCONTO DEL SOCCORRITORE: “DOTTORE, STO MORENDO”

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Da un post pubblicato dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate ne scaturisce un racconto struggente di quegli attimi che hanno visto la donna in bilico tra la vita e la morte. A parlare, come detto, è Manuel: «La donna era già dentro l’ambulanza di Giugliano 01. Distesa. Un asciugamano premuto sull’addome, intriso di un rosso troppo vivo, troppo caldo, troppo umano. La spogliamo con delicatezza e ciò che vediamo ci mozza il respiro: otto ferite da arma bianca, otto coltellate distribuite sul corpo come un perverso disegno di follia. Lei è cosciente. Vive aggrappata a un filo sottile. La stabilizziamo, lavorando in silenzio, con quella concentrazione che nasce quando la vita di qualcuno dipende dal tuo prossimo gesto. Partiamo verso il pronto soccorso di Giugliano, sirena spalancata nel buio».

 

Nel tragitto si combatte tra sospiri e speranza: «A un certo punto le chiedo, quasi sottovoce “chi è stato?“. Lei non alza gli occhi. Non ne ha la forza. “È stato lui…” sussurra. E quelle tre parole pesano come macigni – spiega Manuel – Poi, all’improvviso, la sua voce cambia. Si spezza. Trema. “Dottore, non respiro, sto morendo“. È un suono che non dimenticherò mai. Quella frase ti entra dentro come una coltellata invisibile. Io mi volto verso di lei e con una voce camuffata da una forza che dovevo per forza trovare, le dico: “Qua dentro non muore nessuno.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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