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- I dati evidenziano come solo poco più di 6 giovani su 10, cioè il 62,4% dei laureati coinvolti dall’indagine, concludono le proprie fatiche nei tempi previsti dal loro piano degli studi. E gli altri? Per loro è inevitabile finire fuori corso, restando inesorabilmente indietro. In alcune aree didattiche poi come Agraria, Architettura, Informatica e Veterinaria, le difficoltà sono praticamente all’ordine del giorno.
- Nel segmento Architettura e Ingegneria Civile appena il 42,9% dei laureati riesce infatti ad agguantare il titolo nei tre anni accademici, restando così “in corso”. Poco meglio fanno gli iscritti ai corsi di primo livello di Informatica e Tecnologie ICT, dove discute la tesi in tempo appena il 48,8% dei laureati. Al 50,4%, è invece il rendimento degli studenti triennali del settore Agrario-Forestale e di quello Veterinario
- tro parametro per capire come sono i diversi corsi di laurea sono i voti. Secondo però il report Almalaurea, per uno studente tipo la media voto è di 25,9 su un punteggio. complessivo di trenta.
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- l risultato si spiega anche con la forbice, piuttosto stretta, tra i corsi più “severi” e quelli più “generosi”: si passa da una media del 25 a Ingegneria Industriale o dell’Informazione al 27,5 dell’ambito letterario umanistico. In mezzo, per ordine di difficoltà, si distinguono le facoltà di Economia (25,1), Informatica e Tecnologie ITC (25,2), Scienze Motorie e Sportive (25,4).
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- Discorso diverso riguarda le cosiddette lauree quinquennali, dove gli studenti costruiscono sin dal primo esame la loro carriera universitaria, a differenza di coloro che seguono lauree triennali e poi una successiva laurea magistrale. Per studenti come quelli di Medicina o Giurisprudenza le difficoltà sono molto maggiori: solo poco più della metà (51,7%) conclude “in corso”.

























