
“Non merito di essere trattato così”. Conte è amareggiato, arrabbiato, deluso per le parole che Beppe Grillo ha sganciato come pietre di fronte ai parlamentari. In particolare quando il Garante ha invitato l’avvocato di Volturara Appula a studiare la storia del Movimento: “Io sono il visionario, il Garante, non lui”. Ora l’ex premier si dice pronto ai saluti, ai titoli di coda, quando ribadisce il suo “no” a una diarchia con Beppe Grillo. Infatti a mezzogiorno e un quarto aveva definito “irrecuperabile” la situazione che ormai si è creata all’interno del Movimento 5 Stelle. A tarda sera, alle 20, nulla è cambiato. Anzi. Conte, che nel febbraio scorso aveva ricevuto l’incarico di rifondare M5s, fa sapere ancora una volta che “non ci sono margini” per ricucire con Grillo e che spiegherà le sue ragioni lunedì in conferenza stampa. Nel frattempo però i ministri M5s faranno di tutto affinché si riallaccino i fili del dialogo tra i due. Ci sono 48 ore di tempo, ma non è detto che siano risolutive.
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