Covid Campania, la lettera dei no Dad a Draghi e il no del Tar al ricorso

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Nella lettera i genitori e i docenti afferenti al Coordinamento Scuole Aperte Campania scrivono: ”Una delle regioni più popolose d’Italia, con i più alti tassi di abbandono scolastico e con irrisolte problematiche di carattere sociale ed economico, si è presa il lusso di considerare la scuola come un servizio aggiuntivo e superfluo, meno importante anche di una ludoteca. Ci siamo rivolti alle autorità giudiziarie e siamo anche riusciti a riportare in classe i nostri ragazzi, tuttavia, in Campania le sentenze sono carta straccia”.
Diversi in questi mesi, i ricorsi contro le ordinanze regionali e di alcuni Comuni presentati dal Coordinamento per ottenere la riapertura delle scuole. Ricorsi vinti e a seguito dei quali ad esempio lo scorso 1 febbraio si era avuto il ritorno in classe degli studenti delle superiori, in Dad in Campania dal 16 ottobre 2020. ”Far valere i propri diritti è considerato – prosegue la lettera – solo un fastidio ad opera di una classe di genitori buontemponi ed irresponsabili”. L’ultimo ricorso, contro l’ultima ordinanza di De Luca, non ha però sortito i medesimi effetti: il Tar lo ha respinto, non concedendo la sospensiva. Per ora, dunque, niente didattica in presenza. Il ricorso sarà poi discusso nel merito, ma i margini per un accoglimento sono risicatissimi.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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