Crisi di governo, Renzi si ammorbidisce: teme di essere stato fregato come lo fu Salvini. Pd e 5 Stelle hanno realmente i numeri?

0
697 Visite

Può ancora succedere tutto e il contrario di tutto. Renzi, dopo aver strappato, ieri ha lanciato messaggi di pace. Cinque Stelle e Pd, però, sembrano irremovibili: “Mai più con l’inaffidabile”, dicono. Ma sono parole, perché in politica, si sa, le parole se le porta il vento. Il leader di Iv teme di fare la fine di Salvini, di essere fregato in extremis con l’operazione Costruttori.

Ma cosa era accaduto nei giorni precedenti? Mercoledì pomeriggio, Renzi aveva annunciato il ritiro della delegazione Iv dall’esecutivo giallorosso. Ma ha in tasca una promessa da parte di Zingaretti, Bettini e Conte: le dimissioni di Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto saranno congelate. È il punto di caduta, trovato in extremis, su cui far ripartire una trattativa lampo per chiudere la crisi con un Conte ter e qualche ritocco nella squadra dei ministri. I segnali andavano tutti in quella direzione: Conte, di rientro dal primo colloquio con il Capo dello Stato Sergio Mattarella, lancia messaggi di distensione. Un paio di ore dopo, Renzi, nella conferenza stampa in cui annunciava l’addio dei ministri all’esecutivo giallorosso, teneva però aperta la porta al Conte ter.

Dal tavolo, insomma, era sparita l’opzione di una maggioranza con i responsabili. Renzi era certo di ritornare al tavolo delle trattative con Conte, Zingaretti e Bettini. Ma è arrivata la fregatura che ha spiazzato i renziani. La coppia Zingaretti-Conte ha beffato il rottamatore: il premier ha accettato, infatti, le dimissioni e assunto l’interim all’Agricoltura. Parte l’operazione responsabili con l’obiettivo di tagliare i ponti verso l’ormai ex alleato.

Prima Conte e poi il M5s, in seconda battuta, chiudono la porta a un ritorno del leader Iv in maggioranza.

Tutto sembra rievocare i fatti di due anni fa tra Conte e Salvini. In quel caso ci fu lo zampino decisivo di Renzi. Tutti ricordano le battute del senatore di Rignano contro Salvini: «Il mojito ti ha dato alla testa». Peccato che stavolta il «fregato» sia lui. Renzi imita Salvini in tutto e per tutto. Cerca di rintanare, come fece il segretario del Carroccio quando si accorse della fregatura. «Mi asterrò in Senato» – annuncia il leader Iv, cercando una sponda tra dem e Palazzo Chigi. Sponda che non arriva. Anzi, Andrea Orlando, numero due dei dem, lo sfida: «Ci sono evidentemente delle ragion più profonde di quelle che hanno portato a questa rottura e bisognerebbe che emergessero». Renzi cerca uno spazio di manovra e rilancia la battaglia sul Mes: «Sono tanti i punti decisivi per la rottura tra Italia Viva e il governo ma su tutti, il Mes. Noi chiedevamo più soldi per la sanità.

Il premier ha voluto la conta in Aula». Sembra il clone di Salvini (all’epoca del Papeete) anche nel linguaggio da martire: «Mi attaccano, ci insultano, ci minacciano. Però, la politica richiede libertà e coraggio». Ma Pd, 5 Stelle e Conte hanno realmente i numeri per fare a meno di Renzi. Nelle ultime ore è serpeggiato un po’ di pessimismo: ci sono ma non per arrivare a quota 161. Basteranno per avere il via libera da Mattarella?

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti

ads03