Marano, dal Comune delle barzelletta l’ultima storiella. Lavori non pagati alla Telecom, alla fine i soldi ce li “appizza” l’ente che salva un ex dipendente condannato da un tribunale

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Che non vi sia un Comune al mondo (inteso come ente pubblico) peggiore di quello di Marano è ormai cosa nota a tutti. Non bastavano i grandi scandali (Palazzo Merolla, Masseria Galeota, la Garden House, la super braciola del Giudice di pace, costruito con fondi regionali e regalato ai privati per un esproprio non perfezionato in 13 anni e tanto tanto altro), talvolta ci si mettono anche cose apparentemente minori.

Uno degli ultimi esempi di approssimazione o “cialtronaggine amministrativa” è rappresentato dall’approvazione di un atto transattivo tra il Comune, la Telecom Italia e l’ex dipendente dell’ente Vincenzo Brasiello.

La storia, una delle tante, ha a dir poco dell’incredibile. Nell’anno 2005 il Comune di Marano si accorda con il comune di Villaricca (nell’ambito di un piano denominato Pit giuglianese) per la realizzazione di una strada di raccordo tra il Pip di Marano e via Ripuaria. Per completare i lavori, nell’anno 2009, il Comune di Marano – con apposita delibera di giunta – decide di affidarsi alla Telecom per la delocalizzazione di un preesistente impianto palificato per un importo di 9120 euro.

L’ingegnere Brasiello, all’epoca ai lavori pubblici e responsabile del procedimento, verificò la congruità del preventivo e lo sottoscrisse. Ma come in ogni cosa in cui c’è di mezzo il Comune di Marano c’è sempre un però dietro l’angolo: quel costo non era stato coperto da un apposito impegno di spesa e ciò ha determinato che gli uffici preposti ai pagamenti non abbiano, negli anni, nonostante le sollecitazione di Telecom, adempiuto al pagamento.

La società, che espletò i lavori, si è rivolta nel 2014 all’autorità giudiziaria (tribunale Napoli nord) che ha così emesso un decreto ingiuntivo ai danni del Comune. L’ente, dal canto suo, si è opposto e ha chiesto al tribunale di annullare il decreto ingiuntivo. Il tribunale ha accolto l’istanza del legale del Comune e ha condannato Brasiello al pagamento dei 9 mila euro e passa. Il via libera all’operazione, secondo quanto accertato dai giudici, era stato dato senza il preventivo impegno di spesa, il mancato rispetto delle procedure per i lavori d’urgenza e la mancata registrazione dell’impegno contabile. Tale sentenza veniva appellata da Brasiello, che all’epoca dei fatti non era responsabile di un settore ma un mero dipendente del comparto lavori pubblici, e il tribunale fissava la discussione entro la prima decade di giugno 2020.

Il colpo di scena, però, non poteva mancare. L’ingegnere Brasiello, attraverso i suoi legali, produceva una nota con la quale richiedeva di procedere a una risoluzione bonaria della controversia “nel reciproco e comune interesse”. L’amministrazione comunale, su proposta dell’assessore all’avvocatura Marinella De Nigris, proponeva così alla giunta di approvare l’atto transattivo con il Brasiello con conseguente accollamento delle spese (i 9 mila euro e passa) al Comune “poiché essi trovavano copertura alla voce Imprevisti del quadro economico dei lavori di collegamento stradale tra l’area Pip e via Ripuaria”.

Un colpo di genio, insomma, alla vigilia del secondo verdetto dei giudici, che avrebbero potuto confermare la scelta optata in primo grado (responsabilità  attribuita a Brasiello) o condannare il Comune di Marano con l’aggiunta di qualche piccolo interesse.

Il Comune insomma non ha atteso il verdetto e si è premurato di venire incontro all’ormai ex dipendente (una vita passata ai lavori pubblici e all’igiene urbana), ancora oggi in ottimi rapporti (di amicizia) con alcuni colleghi di “peso” del comparto.

Morale della favola? L’ente (i cittadini) ci appizza i 9 mila e 150 euro dopo una lunga controversia intentata da Telecom e poi proseguita dallo stesso Comune. Ma la cosa ancor più divertente è che quella strada di raccordo, per altre vicende oscure e mai realmente chiarita, è ancora off limits. Ma intanto il Comune paga, paga sempre…

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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