Chi è Pappalardo, l’ex generale dei carabinieri che guida i gilet arancioni

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Un ex generale dei Carabinieri con l’abitudine della protesta di piazza contro il governo di turno. Che si fa portatore e paladino di istanze che vanno dall’anti politica al covid-scetticismo, alla rabbia sociale, alle aspirazioni autarchiche.
I Gilet arancioni sono scesi in piazza sabato 30 maggio in Piazza Duomo a Milano (e in altre piazze italiane) per chiedere le dimissioni del governo per come ha gestito l’emergenza sanitaria Covid-19, soprattutto nelle sue pesanti ricadute economiche. Il tutto rigorosamente senza mascherine (perché «il virus è un trucco» usato per imporre un nuovo ordine sociale) , e senza rispettare il distanziamento sociale. In prima fila nella protesta, Antonio Pappalardo, già vicino al movimento dei “Forconi”. La questura ha fatto sapere che organizzatori e partecipanti saranno denunciati per la violazione del decreto contro la diffusione del coronavirus.

Nell’annunciare che il 2 giugno i gilet arancioni torneranno in piazza, questa volta a Roma per chiedere le dimissioni del governo, spiega che «il movimento ha invitato a Milano e Bergamo il popolo a votare la fine del governo Conte che ha commesso gravi violazioni della Costituzione, ha chiesto di votare l’istituzione di un’assemblea costituente per approvare una nuova legge elettorale con cui andare ad elezioni a ottobre per poi stampare la moneta nazionale». Annuncia poi di aver dato mandato ai legali del movimento di denunciare il premier Conte, il governatore della Lombardia Fontana e il sindaco Giuseppe Sala per estorsione aggravata, attentato contro la Costituzione e abuso d’ufficio.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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