Marano, parla il dirigente De Biase, da mesi sospeso dal servizio. “Nei miei confronti è stata fatta una porcata, altri rinviati a giudizio sono ancora al loro posto”

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In seguito alle notizie diffuse circa la mia sospensione dal servizio per tutta la durata del processo penale, per l’ipotesi di reato di voto di scambio relativo alle elezioni regionali del 2015 che mi vede coinvolto, e non per una ipotesi di reato compiuto dal dipendente contro la Pubblica Amministrazione nell’espletamento delle proprie funzioni istituzionali, non posso esimermi dal rendere edotti i cittadini circa il reale stato dei fatti.

Innanzitutto mi preme dire che sono stato l’unico tra i dipendenti del Comune di Marano indagati per la stessa ipotesi di reato  ad  aver subito la sospensione  cautelare dal servizio e ciò  è avvenuto per effetto di evidente disparità di trattamento. Non è accoglibile la giustificazione, artatamente inventata dalla commissione disciplinare del Comune, basata sul fatto che io ricopro un ruolo di vertice nella struttura organizzativa dell’Ente, quando poi anche altri dipendenti coinvolti nello stesso procedimento e per la stessa ipotesi di reato, pur occupando nel Comune ruolo di vertice, forse anche più delicato di quello da me ricoperto, non sono stati sfiorati da alcun provvedimento di sospensione.

In verità il procedimento disciplinare, così come prevede la normativa, è stato aperto per tutti e poi sospeso senza alcuna motivazione, in attesa della definizione del processo penale  e solo per me – in modo del tutto arbitrario ed anomalo – viene adottata la sospensione cautelare; che pur  rientrando nella discrezionalità della Pubblica Amministrazione doveva comunque rispettare i canoni della imparzialità e della correttezza amministrativa.

Tale discrezionalità, però, sicuramente non è stata rispettata, secondo i dettami previsti dalla legge, non essendo essa, una discrezionalità piena. E non è  nemmeno corretto affermare che i contratti  di lavoro di dirigenti e quello delle funzionari locali sono diversi e che  i dipendenti sono soggetti a trattamenti non univoci. Infatti entrambi i contratti  ( art 9 C.C.N.L. dirigenza EE.LL. 2010- art. 61 C. Fun.Locali 2016-2018) prevedono il medesimo trattamento sia per i dirigenti che per i dipendenti degli Enti locali in merito alla sospensione cautelare.  Facendo riferimento  ad un noto personaggio, il quale affermava che “a pensare male si fa peccato ma spesso si indovina”, sembra che il tutto sia avvenuto per mero spirito persecutorio nei miei confronti. Oppure perché qualcuno doveva vendicarsi  di qualcosa nei miei confronti  o ancora  che la mia sospensione doveva far passare in sordina qualche altro provvedimento adottato frettolosamente, forse per favorire qualcuno.

Chi mi ha sospeso con inspiegabile accanimento, non ha dunque considerato che nel ricoprire il ruolo di dirigente ho sempre lavorato per l’interesse pubblico e mai sono stato autore di atti o fatti che potessero ledere  sia le persone che il bene comune. Ho sempre ispirato il mio comportamento istituzionale alla massima correttezza e per questo sono sereno e confido nel doveroso lavoro della magistratura inquirente e giudicante, verso cui nutro piena e assoluta fiducia.  Ma so anche bene che i tempi della giustizia sono lunghi.

L’atto di sospensione nei miei confronti, dai più definito “autentica porcata“, non ha alcun senso logico, oltre a quello di individuare un capro espiatorio ma per colpe che sicuramente appartengono ad altri. Forse si è voluto far passare il messaggio distorto di aver ripristinato la legalità nel Comune, distogliendo l’attenzione dai reali problemi che affliggono l’Ente; una realtà dove nessuno si è mai preoccupato di individuare ed evidenziare i veri responsabili del degrado in cui versa il Comune di Marano.

Procedendo nei miei confronti, si  è voluto dare la sensazione di aver risolto i problemi del Comune.  Personalmente e l’ho già ribadito anche in altre occasioni, nel corso degli anni non ho mai gestito appalti miliardari, né lottizzazioni urbanistiche, né mai trattato di tributi o patrimonio comunale (vero flagello per l’Ente), ho solo e sempre gestito nella massima  lealtà, onestà e trasparenza (su questo versante sono  in grado di sfidare chiunque e dare lezioni di vita e comportamentale), assumendomi molto spesso responsabilità che non mi competevano  sempre e solo per spirito di servizio e appartenenza.

Chi conosce le dinamiche del Comune e della città sa bene che io pago anche per non essermi mai piegato a nessuna logica perversa e quindi, forse, per essere stato un personaggio scomodo dell’apparato burocratico. Sono stato da tanti avversato, del resto non avrei potuto reggere 30 anni, se non fosse stato così, se non fossi sempre stato fuori da ogni compromesso.  Sempre disponibile con tutti, sempre presente,  vera memoria storica del comune degli ultimi 20 anni, pago per l’invidia e per la gelosia di tanti per il mio ruolo, che ho conquistato con enormi sacrifici, mettendomi costantemente in gioco nel corso del tempo.

Purtroppo la gente queste cose non le sa e parla per il gusto di parlare e, senza alcuna cognizione di quello che dice, è pronta a puntare il dito; ma io sono  sono sempre pronto a qualsiasi confronto su cose concrete non su chiacchiere o dicerie. Troppe persone non hanno avuto e non hanno  il coraggio di confrontarsi, amano nascondersi e criticare senza alcuna cognizione .

Ma la cosa che altresì mi lascia sgomento è che, dopo una interlocuzione dei miei avvocati con i Commissari straordinari, che pare fossero persuasi della illegittimità  e della sproporzionalità  del provvedimento di sospensione, questi li invitarono a presentare, nella metà del mese di ottobre 2018, una istanza di annullamento in autotutela del provvedimento di sospensione; non ho mai avuto risposta alla mia richiesta.

Altresì, con istanza del 12/11/2018 prot. 37359 è stata presentata, anche su indicazione dei legali del Comune, dopo aver contattato il Sindaco Visconti, che aveva dato il proprio assenso, la medesima istanza di annullamento in autotutela del provvedimento al primo cittadino in carica.

A più di 70 giorni dalla presentazione dell’istanza, anche questa Amministrazione non ha ritenuto di dare alcuna risposta. Tale grave comportamento non solo non rispetta i canoni della trasparenza e della correttezza amministrativa, ma è anche per nulla rispettoso del ruolo istituzionale e della persona che ha dato un contributo trentennale a questo Ente,  tenendo sempre un comportamento corretto e rispettoso con tutti.

Pur essendo consapevole che in tutto quello che è successo  vi è stata una regia occulta, devo dire con estrema sincerità che non provo sentimenti di rancore nei confronti di nessuno e ai miei detrattori auguro tanta serenità; queste persone però porteranno dentro di loro un macigno che peserà sulla loro coscienza e che non potrà non tormentarli per il resto della loro vita per il rimorso dei propri delitti.

Io ho l’obbligo morale di combattere fino in fondo per far in modo che tutta  la verità venga fuori; devo farlo per la mia dignità ferita e per la mia onorabilità calpestata, ma anche per la dignità dei miei figli e per onorare la memoria di chi, purtroppo, non è più al mio fianco.

Dott. Luigi De Biase, dirigente del Comune di Marano

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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