Gli alunni di Giugliano costretti a lasciare la scuola per dedicarsi al lavoro Tra colle, tacchi, pinze e chiavi inglesi

0
Condividi
852 Visite

Matilde, 12 anni, incollava tacchi alle scarpe in chissà quale opificio abusivo. Marco invece seguiva il padre, idraulico. Luca era destinato a diventare carpentiere. Gli altri, figli di pregiudicati e contrabbandieri, forse avrebbero seguito la strada dei propri padri. Nomi di fantasia, vite reali. Destini diversi l’uno dall’altro, ma un fattore in comune: tutti, appena adolescenti, hanno lasciato la scuola. O forse sono stati costretti dai familiari. Probabilmente, se avessero potuto scegliere, avrebbero preferito continuare a studiare, almeno fino a 16 anni, come prevede la legge e come fa la maggior parte dei loro coetanei. Questo diritto invece gli è stato negato e anziché afferrare penne e libri sono stati obbligati a maneggiare solo colle tossiche, pinze, chiavi inglesi, tronchesi e sigarette di contrabbando. Grazie ai carabinieri però questi 13 giovani, di cui 9 ragazze e 4 ragazzi, forse ritroveranno la loro adolescenza e torneranno tra i banchi di scuola.

Una vasta operazione dei carabinieri della Compagnia di Giugliano, diretti dal capitano Antonio De Lise, ha portato infatti alla luce diversi casi di dispersione scolastica. Per questo i militari dell’Arma hanno deferito in stato di libertà 24 persone, residenti tra Giugliano e Qualiano, e segnalato i giovani al tribunale dei minori e ai servizi sociali.

Il Mattino

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti