Marano, in via Pendine ormai siamo al disastro ambientale. Sui rifiuti si prevede un Natale coi “fiocchi”, il Comune non ha cacciato Tekra ma non ha nemmeno firmato il contratto. Vi spieghiamo il perché

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Per via Pendine, l’antica strada che da Marano porta a Quarto, non c’è pace. E’ una discarica a cielo aperto da almeno 6-7 anni. Ogni tanto qualche riassetto, una pulizia sollecitata da qualche residente, ma la musica non cambia. E’ un fallimento totale. Il Comune non riesce a porre un argine al degrado, ad incastrare i farabutti che continuano a sversare.

Sul fronte rifiuti, dopo le polemiche dei giorni scorsi e “l’ammosciamento” dei giorni successivi alle riunioni infuocate al Comune, si prevedono tempi duri per le festività natalizie. L’ente comunale non ha ancora sottoscritto il contratto con la ditta Tekra. Il giovanissimo segretario generale dell’Ente (altra “stupenda” intuizione del prefetto Reppucci, tra qualche giorno sostituito da Di Menna) si rifiuta di firmare. Il Comune, a sua volta, non può liquidare l’azienda ma soprattutto non può applicare le penali per i disservizi contestati dal personale dell’Ente. Un guazzabuglio che esploderà tra qualche giorno, quando la ditta chiederà il conto e il Comune farà sapere che, penali alla mano, a Tekra dovrà essere sottratto quanto meno il 50-60 per cento del canone mensile previsto.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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