Ora c’è anche l’ufficialità: il Comune di Marano ha perso la partita giudiziaria contro la società Beghelli. L’azienda bolognese aveva citato in giudizio l’ente cittadino, reo di non aver adempiuto agli obblighi contrattuali e pagato le fatture per l’installazione di numerose lampade (a basso consumo energetico) installate nelle scuole della città e in molti casi non più funzionanti. Un contratto sottoscritto dall’ente comunale nel lontano 2010. La sentenza di condanna è immediatamente esecutiva.
La vicenda poteva essere archiviata circa un anno e mezzo fa, quando le parti sembravano vicine a sottoscrivere un accordo che avrebbe consentito al Comune di risparmiare circa 320 mila euro. Beghelli si era dichiarata pronta a deporre le armi in cambio di 370 mila euro anziché i 690 maturati fino a quel momento. Non se ne fece nulla poiché l’atto transattivo non fu avallato dalla segretaria generale Maria Giuseppina D’Ambrosio, oggi sostituita da Maria Ilaria Bruno. A risentirne, oltre alle casse comunali, già in profondo rosso, i tanti alunni costretti studiare praticamente al buio.
E il Comune? Non versi lacrime di coccodrillo. La colpa è anche di chi, come il prefetto Reppucci, l’ex commissario Fico e l’ex sindaco Liccardo, hanno scelto o deciso di tenere in sella al Comune (per un anno e mezzo) un segretario generale, la D’Ambrosio, che ha fatto più danni della grandine. Solo noi, in solitudine, abbiamo scritto a più riprese sulla necessità di sostituirla ma siamo stati a lungo voce isolata e inascoltata.
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