Marano, il Pip: il contrasto tra Di Guida e Liccardo (che telefona a Bertini). Le intercettazioni: “Pressioni e immobilismo amministrativo”

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Il rapporto tra Di Guida e l’ex sindaco Liccardo, entrambi di Forza Italia, ma il primo vicino alla corrente dei Cesaro e l’altro a Martusciello.

Di Guida, attraverso l’operato di tre consiglieri e un assessore, secondo gli inquirenti, influiva nelle scelte dell’amministrazione comunale. Tale equilibrio vacillò quando, nel luglio del 2015, fu votata la mozione di censura contro il sindaco per l’inerzia sulla questione Pip. Dopo quell’episodio i “diguidiani” uscirono dalla maggioranza.

Secondo gli investigatori, “la sfiducia da parte dei tre consiglieri da parte dei tre consiglieri di Di Guida era la risposta dell’imprenditore maranese al mancato rispetto dei patti che Liccardo aveva concluso con i suoi sostenitori, in occasione della sua elezione e che, come emerge dal convenuto delle conversazioni intercettate, riguardavano anche il Pip.

E’ il 28 luglio del 2015, quando Angelo Liccardo chiama l’ex sindaco Bertini, promotore della mozione, in quel periodo consigliere all’opposizione della giunta Liccardo.

Liccardo, uscito di scena nella primavera del 2016 (si dimise dopo l’arrivo della commissione d’accesso agli atti), riferisce a Bertini che il non essersi piegato alle pressioni politiche di Di Guida era stata la ragione per cui i tre consiglieri avevano votato la mozione di censura proposta da lui.

La replica di Bertini faceva invece comprendere che “per un lungo periodo la convergenza di interessi aveva fatto sì che Liccardo aveva omesso di sostenere i tecnici del Comune che avevano segnalato le problematiche del Pip proprio per il patto elettorale fatto con chi aveva sostenuto la sua candidatura”.

Uno stralcio della conversazione tra i due.

Bertini: “Le ragioni vere dello scontro le sapete solo voi”.

Liccardo: “Quando Di Guida ha capito che le cose io o le facevo rispettando la legge o non si facevano, è nato subito un po’ di imbarazzo, perché ha capito che con me non poteva avere un ruolo come avrebbe voluto. Magari si è preso qualche impegno senza tenere conto del mio volere”.

Bertini: “Ma con chi se l’è preso questo impegno? Con la camorra, i palazzinari?”.

Liccardo: “Non lo so”.

Bertini: “Sicuramente siamo sotto controllo delle telefonate, quindi è meglio che non andiamo oltre”.

Liccardo: “Lui ha questo interesse a portare avanti il Pip, anche sui giornali e in tv disse che il Comune era inadempiente e che il concessionario ha ragione”.

I due, Bertini e Liccardo, pur consapevoli di essere intercettati, non riescono a non commentare che Di Guida rappresenta l’espressione della politica clientelare peggiore, pronta a togliere il sostengo al primo cittadino se i propri interessi non vengono tutelati.

“La verità – scrivono gli inquirenti – è che Liccardo si caratterizza per il suo immobilismo e, nonostante i propositi di legalità e trasparenza, si è comportato per lungo tempo in modo tale da consentire di fatto la tutela degli interessi del concessionario del Pip, ovvero i Cesaro, omettendo di denunciare le illegittimità commesse dai Cesaro o di aprire un qualsivoglia contenzioso penale o amministrativo con il concessionario dell’opera”.

Il 29 gennaio del 2016 veniva escusso dai carabinieri Liccardo Angelo.

Liccardo: “Una volta diventato sindaco sono stato messo a conoscenza delle problematiche del Pip, che riguardavano la mancata rendicontazione dei soldi pubblici, la certificazione dei collaudi e il mancato rispetto del crono-programma, la mancata ultimazione dei lavori. A seguito di ciò ho più volte compulsato i responsabili dell’Utc affinché venissero risolte tali criticità. In merito ai rapporti con Di Guida, ricordo che una volta venne da me per sponsorizzare Davide Ferriello (in quel periodo dipendente del Comune di Marano ndr) a Rup per il Pip, ma mi opposi a questa proposta”.

Sempre Liccardo: “Mi propose poi di inserire l’architetto Santelia nell’ufficio tecnico e sempre a riguardo del Pip. Anche in questo caso mi rifiutai. A seguito dei miei dinieghi il rapporto con Di Guida si è logorato. Una volta ho incontrato Di Guida e Cesaro al bar San Remo di Villaricca e una volta al bar Elite, ma non sapevo ci fosse anche Cesaro. In quella sede non ci furono pressioni manifeste, ma era evidente che i miei interlocutori mi stavano sollecitando a porre in essere degli atti per i quali non mi ritenevo competente”.

Gli inquirenti: “L’affare Pip è una speculazione edilizia di una società privata che è in perfetto accordo con i politici del Comune e che grazie a tali agganci, occupandosi anche di sostenere sindaci e consiglieri, può intervenire in ogni momento e fase per risolvere problematiche di natura tecnica e normativa, anche ricorrendo al ricatto elettorale”.

 

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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