Il racconto del pentito: “I clan sversavano anche nelle cave del Vesuvio”

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Non solo vecchie discariche alle porte di Napoli e Caserta. Non solo zone desertificate da anni di scempi, ma pezzi di paesaggio tra i più conosciuti (e decantati) al mondo: parliamo del Vesuvio, delle sue cave, insomma di un’area ricca di vegetazione e di colture, che rischia di diventare l’ultima frontiera della famigerata terra dei fuochi. Lo ha spiegato di recente un collaboratore di giustizia, parliamo del pentito Ciro Gaudino, che ha rafforzato con la sua testimonianza alcuni tasselli di una più ampia e capillare azione investigativa condotta dagli inquirenti. In sintesi, è stato un pentito di camorra a battere su un punto: qui nel cuore del Vesuvio – ha spiegato – i clan hanno sversato ogni genere di rifiuti”.

E così che indagini e sopralluoghi, verifiche e accertamenti sono stati condotti in questi mesi sotto il coordinamento della Procura di Napoli, secondo le direttive tracciate dal procuratore Giovanni Colangelo e dal suo vice, l’aggiunto Nunzio Fragliasso. Tre le cave al centro di indagini e di progetti di bonifica, parliamo di Cava Fiengo, Cava Montone e Cava Marsiglia, dove sarebbero stati sversati per anni rifiuti di ogni tipo”.

Il Mattino

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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