Gesù Bambino è nato in una grotta, in una mangiatoia luogo di svelamento, di rifiuto, di umiltà.
Deposto nella grotta dal parroco della parrocchia di san Castrese, don Luigi Merluzzo, il Bimbo divino è uscito dalla chiesa per offrirsi al mondo come monito che è nato per tutti, a risvegliare l’umanità vinta e dolente dal peccato.
Presepe vivente, processione del clero, folla di fedeli, incenso di regalità, l’attesa di Natale si è conclusa nella Grotta che ha accolto la nascita con i personaggi del Presepe: la Madonna, san Giuseppe, i pastori, l’asinello nell’atmosfera sospesa di una notte speciale. Inginocchiato, don Luigi ha deposto il Salvatore affidandolo a Maria insieme alle preghiere di tutti. Si conclude con l’Epifania questo ciclo santo di attesa. Il 6 gennaio il presepe vivente attende la visita dei re magi, e la festa sarà tutta dedicata ai bambini protagonisti innocenti della vita e speranza del futuro.
Nella ri-nascita si auspica un mondo migliore all’insegna della collaborazione, della solidarietà, dell’umiltà. E’ questo l’augurio di Grotta san Castrese: si può fare tanto per la città si può recuperare la storia, ma si deve, senza protagonismi recuperare l’umiltà, ognuno deve fare la sua parte per la rinascita dei valori dell’uomo, oggi dimenticati.
Molti gli eventi in Grotta nel mese di dicembre, come la presentazione del Vino del mistero, nella versione rosso e bianco, i mercatini medievali di Natale, l’incontro con i Templari in nuova luce di giustizia, giornate di degustazioni con i giovani dell’Associazione cattolica della Parrocchia. Molti altri gli eventi in programmazione, ma è un’altra storia.
Il Presepe vivente nella Grotta san Castrese il 6 gennaio è aperto al pubblico nella mattinata dalle ore 10 alle 13,30.
Teresa Meo
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