Marano, sei domande al commissario straordinario Fico: dai rifiuti al cimitero, dal Pip alla caserma. Il viceprefetto e quel freno a mano tirato

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Premessa: ritenevamo e riteniamo che l’avvento del commissario straordinario al Comune di Marano sia stato e sia un bene per la città; che la vecchia giunta era giunta (scusate il bisticcio di parole) ormai al capolinea, frenata da immobilismi, scarsa coesione e mancanza di progettualità.

Riteniamo, e lo abbiamo più volte scritto, che il commissario straordinario Fico, forse inconsciamente, stia attendendo l’esito del lavoro della commissione d’accesso agli atti e, soprattutto, che sia frenata o comunque condizionata dal fatto che non può occuparsi (per l’impegno presso la prefettura di Barletta-Andria-Trani) solo di Marano.

Detto ciò, ci aspettavamo francamente qualcosa più dal commissario ormai al lavoro da quasi quattro mesi. Il commissario si sta occupando o si è occupata dell’ordinario, dell’annosa questione dei canoni idrici, del bilancio, della manutenzione di alcune scuole, ma non è ancora entrato nel vivo di situazioni ben più gravi e importanti, che lei stessa (nell’intervista concessa proprio al nostro portale) aveva dichiarato di voler fare.

C’erano, ci sono quattro grandi punti in sospeso e la commissaria Fico si era dichiarata pronta ad affrontarli e risolverli in tempi ragionevolmente brevi. Settimane, mesi? Il punto non è questo.

Il punto è che su certe situazioni siamo ancora (in pratica) in alto mare.

Questione cimitero. Il commissario avrebbe chiesto un parere all’Anac. C’era da avallare la modifica del progetto, che ha già ottenuto il benestare del giudice che sovrintende le operazioni della ditta Mastromimico. Per ora quella modifica non è stata ancora attuata. Intanto i cittadini continuano a versare le rate per i nuovi loculi e i lavori, ormai da mesi, sono fermi al palo.

Questione isola ecologica. Forse oggi se ne saprà di più, ma si era detto che a settembre sarebbe stata affidata, in via sperimentale, alla ditta Teknoservice e di conseguenza sarebbe stata (finalmente) aperta al pubblico.

Questione caserma dei carabinieri. Qualche tempo fa ci fu un summit al Comune. Vi parteciparono i vertici dell’Arma, ma da quel che si apprende nessun passo in avanti è stato fatto. La caserma non è ancora pronta (si è dovuta rinforzare la nuova struttura poiché non in linea con le normative sulla sicurezza) e la diatriba sulla questione dei costi di gestione e di manutenzione dell’immobile non è stata ancora risolta.

Questione spazzamento e raccolta rifiuti. L’ente ha inviato nelle case dei contribuenti le bollette Tari, senza applicare alcuno sconto, pur sapendo che il servizio è deficitario sotto tutti gli aspetti e che lo spazzamento, in pratica, non viene svolto in tantissime arterie. Il Comune sa, ma Teknoservice è ancora là e incassa ogni mese i suoi 430 mila euro.

Questione Pip. Qualche controllo, un dossier sottoscritto da Paola Cerotto, responsabile dell’Urbanistica, qualche chiusura dei capannoni, poi sconfessata dal Tar, ma non un’idea, una linea da adottare, una decisione su cosa fare dell’area industriale, le cui vicende sono seguite anche dalla Direzione distrettuale antimafia.

Questione uffici. Il Comune è da rifondare, soprattutto all’interno degli uffici. E’ la macchina comunale che non va, essendo ora la politica lontana dal Palazzo. Ma di repulisti e azioni forti, simboliche, di segnali di inversione di tendenza, non se ne sono visti. Al Comune comandano sempre i soliti.

 

 

 

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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