Un’altra illegittimità, un altro atto amministrativo (o consenso verbale) che dovrebbe finire dritto, dritto nel mirino delle forze dell’ordine, carabinieri o vigili. Nel nuovo edificio del lotto A (primo ampliamento cimiteriale) è stata autorizzata una tumulazione in barba alle più elementari norme igienico-sanitarie e quelle in materia di pubblici cimiteri. In pratica la bara con il corpo di un defunto, una donna morta pochi giorni fa, è stata piazzata in un loculo adibito esclusivamente ad accogliere le casse con i resti mortali, le ossa, frutto della decomposizione che avviene dopo i canonici cinque anni dalla sepoltura.
Come accaduto tutto ciò e chi, tra i comunali, ha autorizzato tale operazione? I vertici dell’amministrazione cittadina pare siano al corrente della cosa e anzi abbiano avallato il tutto. Pare che i familiari della defunta, non avendo ancora a disposizione (come altre centinaia di utenti) le nicchie prenotate e pagate nella palazzina di nuova realizzazione, abbiano chiesto il “favore” a qualcuno. Chi si è assunto questa responsabilità, tuttavia, ha compiuto un atto grave, sia perché va contro le più elementari norme igienico-sanitarie, sia perché può diventare un precedente per familiari di futuri defunti che ancora attendono la consegna dei loculi. E sono tanti.
I lavori e l’iter infatti procedono a rilento, poiché ancora si attende il via libera alla variante del progetto, che prevede la riduzione dei piani della nuova palazzina costruita da una ditta, la Mastromimico di San Cipriano d’Aversa, confiscata dallo Stato italiano e oggi diretta da una curatela giudiziaria.
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