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A cura dell’Avv. Lelio Mancino
Negli ultimi giorni numerosi lavoratori della scuola stanno ricevendo comunicazioni riguardanti un possibile mancato versamento dei contributi previdenziali da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito su alcune somme corrisposte in esecuzione di sentenze o a seguito della ricostruzione della carriera.
La questione è particolarmente rilevante perché i contributi previdenziali incidono direttamente sulla futura pensione: se non risultano accreditati, il lavoratore potrebbe vedersi riconosciuto un trattamento pensionistico inferiore rispetto a quello effettivamente spettante.
Quali somme potrebbero essere interessate
Secondo le verifiche effettuate da alcuni studi legali specializzati, le omissioni contributive potrebbero riguardare, tra le altre, le somme corrisposte per:
scatti di anzianità;
indennità per ferie non godute;
Retribuzione Professionale Docente (RPD);
Compenso Individuale Accessorio (CIA);
ricostruzione della carriera;
riallineamenti stipendiali;
altre voci retributive aventi natura pensionabile.
Restano invece generalmente escluse le somme riconosciute a titolo di Carta del Docente e di risarcimento del danno, poiché non costituiscono retribuzione utile ai fini previdenziali.
Attenzione alla prescrizione
Un elemento fondamentale riguarda il termine previsto dal legislatore.
Il comma 10-bis dell’articolo 3 della legge n. 335 del 1995 ha disposto la sospensione dei termini di prescrizione degli obblighi contributivi per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni fino al 31 dicembre 2026.
Ciò significa che questo è il momento opportuno per verificare la propria posizione contributiva e, qualora emergano omissioni, attivarsi tempestivamente per tutelare i propri diritti.
Chi dovrebbe effettuare il controllo
È consigliabile verificare la propria posizione se:
si è ottenuta una sentenza favorevole nei confronti del Ministero dell’Istruzione con pagamento di arretrati;
si sono percepite somme a seguito della ricostruzione della carriera;
si sono ricevuti arretrati retributivi che avrebbero dovuto essere assoggettati a contribuzione previdenziale.
La verifica può essere effettuata confrontando l’estratto contributivo disponibile sui portali INPS e NoiPA con gli importi effettivamente percepiti.
Un invito alla prudenza
È importante precisare che ogni posizione deve essere esaminata singolarmente. Non tutti i pagamenti danno luogo a omissioni contributive e soltanto un’attenta verifica documentale consente di accertare l’eventuale mancato versamento.
Per questo motivo è opportuno rivolgersi a un professionista qualificato prima di intraprendere qualsiasi iniziativa giudiziaria.
La tutela dei propri diritti previdenziali rappresenta un investimento sul futuro: verificare oggi la propria posizione potrebbe tradursi domani in una pensione più corretta e più elevata.
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