Marano, nessun intervento (solo degrado) nella villa confiscata che il Comune affidò all’Asl. C’era un progetto importante, cosa si intende fare? Se l’Asl non ha intenzione di spendere, tolga il disturbo

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A oltre un anno e mezzo dall’affidamento trentennale gratuito all’Asl Napoli 2 Nord, della villa confiscata alla criminalità organizzata e appartenuta a Luigi Simeoli, sul bene non si registra alcun progetto concreto. Nessun intervento avviato, nessuna attività sociale o sanitaria partita, nessuna comunicazione ufficiale che lasci intravedere tempi e modalità di utilizzo della struttura.

Nel frattempo, l’erba continua a crescere, le aree esterne risultano sempre più trascurate e gli immobili subiscono gli inevitabili effetti del tempo e dell’abbandono. Un patrimonio sottratto alla camorra rischia così di perdere progressivamente valore proprio mentre dovrebbe rappresentare un simbolo di riscatto e rinascita per il territorio.

La scelta di affidare la villa all’Asl Napoli 2 Nord fu assunta dalla giunta guidata dall’allora sindaco Matteo Morra, amministrazione che sarebbe stata poi sciolta per infiltrazioni mafiose. Un elemento che inevitabilmente induce a una riflessione.

Quella decisione fu adottata perché si riteneva realmente possibile sviluppare importanti progetti sociali e sanitari all’interno della struttura oppure per dimostrare attenzione alla valorizzazione dei beni confiscati in un periodo in cui l’ipotesi dello scioglimento del Comune era già al centro del dibattito politico e istituzionale? È una domanda che oggi appare ancora più attuale alla luce dell’assenza di risultati concreti.

Ciò che conta, tuttavia, è il presente. E il presente racconta di una villa che resta inutilizzata mentre il degrado avanza giorno dopo giorno. Una situazione ancora più difficile da comprendere se si considera che negli anni scorsi l’ente pubblico aveva già investito risorse per interventi di recupero e riqualificazione della struttura.

Per questo la commissione straordinaria che attualmente amministra il Comune dovrebbe affrontare con urgenza la questione. È necessario convocare i vertici dell’Asl Napoli 2 Nord o comunque avviare un confronto istituzionale per comprendere quali siano le reali intenzioni dell’azienda sanitaria e quali progetti intenda eventualmente realizzare.

Se esiste un cronoprogramma, esso va reso noto ai cittadini. Se invece non vi sono più le condizioni per dare attuazione agli interventi annunciati, sarebbe opportuno valutare percorsi alternativi. Un affidamento gratuito della durata di trent’anni non può tradursi in una lunga fase di inattività e abbandono.

Se l’Asl non intende o non riesce a portare avanti iniziative concrete, il bene dovrebbe tornare nella disponibilità dell’ente affinché possa essere assegnato ad associazioni, cooperative sociali o altri soggetti capaci di valorizzarlo nell’interesse della comunità.

I beni confiscati non possono diventare monumenti all’inerzia amministrativa. Devono essere luoghi vivi, produttori di servizi, opportunità e legalità. La villa appartenuta a Luigi Simeoli merita un destino diverso da quello che sta vivendo oggi. E Marano merita risposte chiare.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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