CONGO NEL CAOS: ASSALTI ALLE AMBASCIATE, UCCISI 13 CASCHI BLU

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Gruppi di manifestanti hanno preso d’assalto diverse ambasciate a Kinshasa, capitale della Repubblica democratica del Congo. Tra queste, secondo quanto ha riferito il ministro degli Esteri Antonio Tajani, non ci sarebbe quella italiana. Gli attacchi si sono concentrati anche sulla sede diplomatica del Ruanda: una reazione all’appoggio fornito al gruppo armato ribelle M23, che tra domenica 26 e lunedì 27 gennaio ha preso il controllo di Goma, capoluogo della provincia del Nord Kivu. Siamo all’apice di un conflitto – quello tra il “Movimento per il 23 marzo” e il governo congolese – che va avanti dal 2022, ma che nelle ultime settimane si è intensificato fino all’assedio della città. Inutili i tentativi di impedire lo scontro a fuoco da parte delle missioni di peacekeeping dell’Onu: 13 caschi blu sono rimasti uccisi durante le operazioni dei miliziani. Al momento si contano oltre 400mila sfollati dalle zone orientali del Paese.

L’allerta della Farnesina e la fuga degli italiani

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto oggi un colloquio con l’ambasciatore italiano a Kinshasa per accertarsi che la situazione sia sotto controllo. Tra le ambasciate prese di mira – ha tranquillizzato il diplomatico – non ci sarebbe quella italiana. Al momento alcuni nostri connazionali sono già usciti dal Congo verso il Ruanda, mentre 15 rimangono a Goma, la città caduta in mano ai ribelli: si tratta per lo più di religiosi e cooperanti. È stato nel frattempo attivato anche un canale diretto con l’ambasciata a Kampala, in Uganda ma che gestisce anche i rapporti con il Ruanda, nel caso fossero necessari interventi di assistenza al di là del confine. È il caso di Marco Rigoldi, un italiano che ha raggiunto con la moglie incinta la capitale ruandese Kigali.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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