Campi flegrei, per gli esperti è l’inizio di un nuovo sciame sismico

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I Campi Flegrei tornano a tremare. E la scossa di magnitudo 3.6 di ieri alle 12:36 è l’inizio di un nuovo sciame sismico. Il terremoto, registrato ad una profondità di circa 2 chilometri e localizzato 5 chilometri a sud-est di Pozzuoli, è stato preceduto da alcune scosse più deboli nelle giornate del 14 e 15 ottobre. «Prosegue la risalita di gas ed il sollevamento del suolo associato a cui stiamo assistendo negli ultimi mesi – spiega all’Ansa Mauro Di Vito, direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Al momento registriamo tra le 3mila e le 4mila tonnellate di CO2 emesse ogni giorno».

Sopra la soglia della magnitudo 3.0, a partire da settembre, si sono registrati anche l’evento del 27 del mese (4.2), quello del giorno precedente con magnitudo 3.2, del 22 settembre (3.0) e del 7 settembre (3.8). «Gli eventi di questa intensità sono stati pochissimi – dice Di Vito – la stragrande maggioranza sono al di sotto della magnitudo 2.0, in tutto registriamo circa un migliaio di scosse al mese».

Nessuna risalita di magma in superficie

Confermata l’assenza di segnali della risalita di magma in superficie, che è la condizione necessaria perché avvenga un’eruzione. Questo fenomeno, infatti, verrebbe annunciato in maniera evidente tramite i dati di monitoraggio continuo fatto dall’Ingv: ad esempio, si registrerebbero bruschi aumenti nella temperatura delle rocce, evidenti deformazioni del suolo e anche accelerazioni nella gravità. Il rapido susseguirsi di sciami sismici nell’area, dunque, è dovuto al momento solo alla risalita continua di gas e all’accumulo di energia.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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