Tra i possibili interventi in campo economico allo studio del neonato governo Meloni ci sarebbe anche lo stralcio integrale delle mini-cartelle per tasse e multe non pagate: a riportarlo è il Sole24Ore, secondo cui l’esecutivo starebbe valutando un intervento su una soglia compresa tra i mille e i duemila euro.
Il centrodestra, prima delle elezioni, ha presentato nel programma una proposta “per un fisco più equo”: uno dei punti di questa sezione del documento parla in effetti proprio di “pace fiscale e ‘saldo e stralcio’: accordo tra cittadini ed Erario per la risoluzione del pregresso”.
L’ipotesi allo studio del nuovo governo, secondo quanto riportato dal quotidiano economico, si porrebbe in scia alle cancellazioni (seppur avvenute con modalità differenti tra loro) messe in atto nel primo caso dal Conte I tra il 2018 e il 2019, e nel secondo dall’esecutivo guidato da Mario Draghi.
Le misure adottate nella scorsa legislatura, secondo le stime della Corte dei conti, potrebbero aver riguardato in tutto più di 50 miliardi di euro. Si tratta sì di una cifra considerevole, ma solo una frazione dei 1.100 miliardi in carico all’Agenzia delle entrate-riscossione che però sarebbero molto difficili da incassare.
A spingere in questa direzione il governo guidato da Giorgia Meloni ci sarebbe – oltre alla priorità assegnata al tema in campagna elettorale – la volontà di alleviare le difficoltà per i cittadini alle prese con l’emergenza economica causata dal caro energia e al contempo sgravare l’Agenzia delle entrate dal cumulo arretrato.
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