5 ottobre: giornata internazionale degli insegnanti

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Una categoria etichettata spesso dai non conoscitori e addetti ai lavori come ” quelli dei tre mesi di vacanza”, una categoria il cui lavoro spesso è sottovalutato e denigrato e invece un insegnante incide nell’ esistenza di ogni singolo studente che incontra davanti alla sua cattedra e gliela può cambiare.
Il lavoro nelle classi è denso di responsabilità e non è mai statico o programmato: davanti ci sono persone con le loro reazioni, i loro stati d’ animo che non è possibile conoscere a- priori: bisogna saper cambiare strategia, argomento, modalità di comunicazione all’ istante affinché l’ apprendimento diventi efficace e insieme significativo.
Le ore a casa o di riunioni sono di  preparazione a ciò che si mette in campo, nella consapevolezza che ,affinché il risultato sia visibile, è la squadra dei prof che lavora insieme , è il consiglio di classe, è il collegio, non il singolo prof.
È un lavoro che presuppone passione, empatia, estro ,fantasia, pazienza e che regala grandi soddisfazioni quando da bambini li ritrovi uomini e uomini con dei valori, uomini che lavorano, uomini che scelgono con consapevolezza.
Un professore è per sempre ma lo è anche un singolo studente perché nessun allievo è uguale all’ altro: ognuno sta insegnando qualcosa, apre frontiere , mette in discussione, pone interrogativi, apre sfide.

Prof.ssa Annamaria Schettino

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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