Classi vuote e la didattica che si ferma, uno stop alle lezioni frontali che andrà avanti per giorni. E le scuole, alle prese con l’avvio della didattica a distanza, si preparano all’eventualità che questo stop possa essere prorogato. Tutto dipenderà dal corso dell’epidemia del nuovo coronavirus e, qualora l’allerta non dovesse rientrare per il 15 marzo, potrebbe presentarsi la necessità di lasciare chiuse le aule per altri giorni.
E’ quello che sta accadendo, ad esempio, per i viaggi di istruzione: in un primo momento il ministero della salute aveva bloccato le partenze degli studenti fino al 15 marzo. Ora la data è stata posticipata di altre due settimane, fino al 3 aprile visto che, purtroppo, l’epidemia non accenna a fermarsi e sarebbe impossibile consentire ai gruppi di adolescenti di mettersi in viaggio o anche solo di fare visite guidate in città. Per la didattica potrebbe accadere la stessa cosa, e se dovesse essere così il rientro sarebbe a ridosso delle festività di Pasqua: si presenterebbe una sospensione dalle lezioni decisamente troppo lunga. Con inevitabili conseguenze sulla didattica per i ragazzi. La Rai sta studiando nuovi palinsesti più a misura di ragazzi. E si pensa già a riorganizzare le lezioni per recuperare il tempo perduto: sembra impossibile, ad oggi, che la chiusura dell’anno scolastico possa essere posticipata a fine giugno o oltre. Tra le possibilità più concrete, invece, ci sono i rientri pomeridiani con i corsi di recupero come quelli che vengono organizzati per gli studenti che presentano delle insufficienze da recuperare. In quel caso sarebbe necessario tenere le scuole aperte in orario pomeridiano, con il personale ata, amministrativo e tecnico, presente negli edifici.
Oppure si pensa al potenziamento dell’e-learning da qui alle prossime settimane. Ieri c’è stato il debutto in tutte le scuole: non è stato semplice, non tutti i docenti infatti sono pronti e abituati all’utilizzo dei dispositivi informatici per comunicare con i ragazzi.
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