Ex Giudice di Pace di Marano, ora si valuta l’accorpamento a Napoli mentre si indaga sul rogo. Chi aveva interesse a mandare in fumo i faldoni?

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Non solo Aversa o Giugliano. È al vaglio anche l’ipotesi di accorpare l’ex ufficio del Giudice di Pace di Marano di Napoli a quello di Napoli, considerato che presso il Tribunale di Aversa il carico di contenzioso è già particolarmente elevato. La priorità, in queste ore, è garantire la continuità giurisdizionale dopo la soppressione disposta con decreto del Ministero della Giustizia e il precedente sequestro della struttura su disposizione della Procura di Napoli Nord.

Intanto, resta alta l’attenzione sull’incendio doloso divampato nella notte all’interno dell’edificio di piazzale San Escrivà de Balaguer. Le indagini, affidate alla Guardia di Finanza, puntano a chiarire chi potesse avere interesse a distruggere parte della documentazione custodita nei locali e, soprattutto, perché.

Non si esclude che il rogo possa essere collegato alle denunce – anonime e non – presentate negli ultimi mesi su presunte irregolarità e illegalità che sarebbero state commesse all’interno dell’ormai ex ufficio. Segnalazioni che avevano già acceso i riflettori su presunti brogli, rapporti opachi e criticità nella gestione amministrativa, finendo tra gli elementi attenzionati anche nella relazione prefettizia che ha portato allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

L’azione incendiaria, compiuta da due uomini incappucciati ripresi dalle telecamere mentre scavalcavano un’inferriata a pochi metri dal municipio e dalla caserma dei carabinieri, appare mirata: una finestra infranta, liquido infiammabile versato all’interno e le fiamme appiccate in una stanza precisa. Alcuni faldoni sono andati distrutti, ma gran parte della documentazione era ancora presente nell’edificio, nonostante nei giorni precedenti funzionari del tribunale avessero già trasferito parte degli atti.

Sul fondo resta una vicenda amministrativa travagliata: l’immobile, costruito circa quindici anni fa dal Comune su suoli privati senza completare l’iter di esproprio, è per due terzi di proprietà privata dopo una lunga battaglia giudiziaria persa dall’ente, che ancora oggi versa un’indennità mensile di occupazione. Nato come centro per l’impiego mai entrato in funzione, era stato poi destinato prima a ufficio tecnico e successivamente a Giudice di Pace, tra carenze di sicurezza, mancanza cronica di personale e polemiche crescenti.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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