Sui fondi destinati al rifacimento delle strade di Marano si sta facendo molta confusione, spesso in modo interessato. Parliamo di oltre 3 milioni di euro, una cifra importante che però non può essere spesa a piacimento, né oggi né ieri.
La legge è chiarissima: per importi di questa entità il Comune è obbligato a bandire gare pubbliche. Non esistono scorciatoie, non esistono affidamenti “rapidi” o interventi immediati decisi a tavolino. I fondi vanno prima progettati, poi messi a gara, aggiudicati e infine realizzati. Chi sostiene il contrario o non conosce le regole, oppure finge di non conoscerle.
C’è poi un altro punto fondamentale che molti giornali — guarda caso sempre gli stessi — omettono sistematicamente.
Il Comune di Marano non fa più parte della CUC Nolana, la centrale unica di committenza voluta dall’ex sindaco Morra. Quella stessa CUC che ha gestito il famigerato bando dei rifiuti, rivelatosi un disastro sotto gli occhi di tutti. Oggi Marano ha fatto una scelta diversa: aderisce ad Agrorinasce, una struttura ben distinta, con un’impostazione e un percorso completamente differente.
Questo passaggio non è un dettaglio tecnico, ma una scelta politica e amministrativa precisa, che incide direttamente su tempi, modalità e trasparenza delle gare. Eppure di questo cambio di rotta non si parla. Perché?
La risposta è fin troppo evidente. Alcuni organi di stampa, da anni in sintonia con Morra e con una ex consigliera che ora vorrebbero riproporre come sindaco — ipotesi che rappresenterebbe l’ennesima sciagura politica per Marano — oggi si esercitano nel gioco delle “pulci ai commissari”, fingendo indignazione e improvvisa attenzione alle regole.
Regole che, però, non hanno mai avuto il coraggio di spiegare ai cittadini quando governavano o sostenevano chi governava. Quando scrivevamo che le procedure antimafia dell’ex amministrazione venivano quasi sempre aggirate o fatte in malo modo, questi signori scribacchini dormivano e non parlavano. Quando scrivevamo che il Comune rischiava lo scioglimento, questi scribacchini di regime ci insultavano: ci definivano pazzi, ci definivano in tutti i modi. Siete la parte peggiore di Marano, sappiatelo. Continuate a fare giornalismo per meri obiettivi politici.
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