Marano, capannoni area Pip: l’ennesima ordinanza del tribunale sul caso Scopino

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La prima sezione del tribunale Napoli nord si è pronunciato – con una ordinanza che in teoria potrebbe essere recepita anche subito dall’amministrazione Morra – sul ricorso del Comune di Marano proposto nei confronti della Iniziative industriali di Sant’Antimo, concessionaria dell’appalto dell’area Pip.

La Iniziative era risultata vincitrice di un precedente ricorso, quando i giudici avevano dichiarato illegittima l’azione posta in essere dal Comune in relazione all’affidamento di un capannone all’impresa Scopino. L’ente cittadino, come fatto in altri casi, aveva ritenuto – in virtù dell’avvenuta revoca della convenzione con l’azienda dei Cesaro (per inadempienza contrattuale) – di poter entrare in automatico in possesso degli stand e di poterli, di conseguenza, dare in fitto agli imprenditori. I giudici di Napoli nord avevano chiarito che l’azione di spoglio del capannone dato a Scopino non poteva concretizzarsi con le modalità adottate a suo tempo (due anni fa) dal Comune. In un altro procedimento (capannone Trinchillo) i giudici non avevano rilevato – almeno in fase cautelare – l’illegittimità dell’azione posta in essere dal municipio. La prima sezione, nella giornata di ieri, ha inteso revocare il provvedimento di sospensione impugnato dal Comune e ha rinviato il tutto, per ulteriori determinazioni, all’udienza del 26 ottobre.

Per Scopino e tutti gli altri imprenditori che si trovano nella medesima situazione, cioè quelli che attualmente occupano capannoni pagando un canone al municipio, la parola fine sulla vicenda arriverà dunque ad ottobre, quando si capirà (per una buona volta) se l’ente – che ha acquisito da tempo il complesso Pip – è titolato anche a fare propri – senza dover dare vita ad ulteriori procedimenti amministrativi – anche i capannoni che la Iniziative industriali, difesa dall’avvocato Giuseppe Ferrara, da tempo rivendicano.

Di recente si era pronunciato anche il Consiglio di Stato sulla questione delle distanze tra i capannoni e la strada di accesso al Pip. In quel caso i giudici amministrativi hanno avvalorato la tesi del Comune, che ritiene alcuni capannoni viziati da difformità urbanistiche. Difformità che, secondo il Consiglio di Stato, non sono sanabili.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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