Ieri sera consegnate in Corte D’appello le liste dei candidati alle prossime elezioni politiche del prossimo 25 settembre. L’unica novità è stata l’assenza della società civile all’interno delle liste, piene queste, di mogli di parlamentari, figli e amici degli amici. Ancora una volta si assiste a uno spettacolo indegno di una Democrazia parlamentare dove il partiti diventano autoreferenziali a se stessi, umiliando il corpo elettorale che il 25 settembre farà soltanto la parte della scenografia demografica per porre il sigillo legale istituzionale a una competizione elettorale che ha ben poco di Democrazia partecipativa alle fondamenta. Il metodo della composizione delle liste elettorali in forma familiare e amicale per il potere fine a se stesso è stato attuato da tutti i partiti dell’ arco costituzionale segno di poco rispetto dell’ elettore. Elettore che con questo sistema elettorale e con la tracotanza dei partiti nella composizione delle liste si vede negare l’ attuazione del 1 articolo della Carta Costituzionale che recita: “la sovranità appartiene al popolo” e le elezioni sono una forma diretta di sovranità. Il poco rispetto dell’ elettorato è la prima causa dell’ astensionismo che da qualche decennio si registra e che alle ultime tornate elettorali ha raggiunto percentuali notevoli. A chi giova una tale situazione, sicuramente a una classe politica schiatta poco capace e poco competente autoreferenziale che risponde alle lobby finanziarie economiche che nell’ ultimo lustro si sono tonificate grazie all’ assenza di una classe dirigente incapace di programmare e poco lungimirante. L’ unica speranza è quella che dalle urna il 25 settembre p.v. esca un corposo gruppo politico trasversale a tutti i partiti che come primo atto parlamentare mettano in cantiere la riforma elettorale, strumento questo per il ripristino di una rappresentanza politica che conosca il territorio e i problemi delle comunità.
Michele Izzo
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