Coronavirus, Zaia: Sperimenteremo l’Avigan, il farmaco giapponese

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Arrivo del volo da Milano all'aereoporto di Mosca, 1 marzo 2020
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Ci ha fatto caso 5 giorni fa. «Prima Tokyo sembrava Roma oggi, ma da martedì la gente è ritornata in strada». Secondo Cristiano Aresu, 41 anni, farmacista romano che per lavoro va spesso nel paese del Sol Levante, il motivo di questo cambiamento è in un farmaco, l’Avigan, di cui ha parlato in un video su Facebook. Secondo quanto riferito da Aresu, questo farmaco, un anti influenzale, avrebbe la capacità di bloccare il progredire della malattia, se somministrato per tempo.

Tra gli utenti che hanno visto quel video c’è anche il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia. «Sta girando un video di un farmaco giapponese, l’Avigan». Zaia, che sostiene che la sperimentazione abbia ricevuto l’ok dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), spiega che il farmaco «verrà sperimentato anche in Veneto, spero che da domani si possa partire».

Ma sull’Avigan, o Favipiravir, prodotto dalla Fujifilm Toyama Chemical, c’è da settimane molta prudenza.

La stessa Aifa ha spiegato che discuterà solo domani l’eventuale sperimentazione, e sull’Avigan ha detto che «sono unicamente noti dati preliminari», attualmente «non sottoposti a revisione di esperti», di «un piccolo studio non randomizzato, condotto in pazienti con Covid-19 non grave con non più di 7 giorni di insorgenza», e che le evidenze scientifiche sull’efficacia del farmaco sono «scarse»: «mancano», in particolare, «dati sulla reale efficacia nell’uso clinico e sulla evoluzione della malattia».

Aifa, che chiede «a maggior ragione in un momento di emergenza come quello attuale» di dare «informazioni puntuali e aggiornate sulle evidenze scientifiche» ed esorta a «non dare credito a notizie false e a pericolose illazioni», si riserva anche «il diritto di adire a vie legali ove opportuno».

Molto scettico è anche è il virologo Roberto Burioni. «Non esistono evidenze scientifiche in merito», ha chiarito all’AdnKronos Salute, dopo aver sottolineato in un tweet di non fidarsi di annunci che arrivano dall’estero. «Il farmaco russo, il preparato giapponese, la vitamina C, la pericolosità dell’ibuprofen, i proclami sugli Ace inibitori che i somari scrivono Eca – scriveva l’esperto – hanno una cosa in comune: sono tutte scemenze. Le novità vi arriveranno dalle autorità sanitarie, non dai social o da YouTube».

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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