Sono stati licenziati i due operatori ecologici sorpresi, un mese fa, a sversare rifiuti in strada e ripresi in un filmato registrato dalle telecamere installate da un privato. La decisione è stata assunta dalla ditta Teknoservice. Le lettere di licenziamento sono partite nella giornata di ieri. Era la notte tra il 15 luglio e il 16 luglio, quando due netturbini, tra cui un rappresentante sindacale, furono ripresi da un sistema di videosorveglianza intenti a scaricare in via Giordano Bruno – con un mezzo della ditta con sede a Torino – un ingente quantitativo di rifiuti ingombranti: materassi, mobili, oggetti di arredamento di vario genere. Il video fu consegnato ai commissari straordinari del Comune, che informarono dell’accaduto i vertici della Teknoservice e i carabinieri della locale tenenza.
La società avviò un’indagine interna, che portò alla sospensione dal lavoro dei due responsabili, alla loro denuncia presso la locale stazione dei carabinieri, nelle more del completamento dell’iter per il licenziamento. La procedura che ha portato al licenziamento si è conclusa nei trenta giorni di tempo previsti dalle normative vigenti e dopo un’accurata istruttoria. In questo lasso di tempo sono stati ascoltati i sorveglianti della ditta, il coordinatore degli operai e, naturalmente, i tre netturbini che quella notte erano sul mezzo poi utilizzato per scaricare i rifiuti in via Giordano Bruno. Uno dei tre non è stato licenziato, ma se l’è cavata con una semplice sospensione poiché si sarebbe allontanato dal luogo di lavoro ancor prima che i suoi colleghi scaricassero gli ingombranti accanto a una campana per la raccolta del vetro. Per gli altri due, invece, è stata applicata la pena più severa: quella del licenziamento, per il comportamento contrario al codice comportamentale e il gravissimo danno di immagine arrecato alla Teknoservice. Il video fece infatti il giro del web e fu condiviso da decine di migliaia di utenti. Clamoroso il silenzio di certi sindacati, che da allora non hanno stigmatizzato il comportamento degli operai, che anzi hanno beneficiato anche della loro difesa.
I due licenziati ora potranno presentare ricorso al giudice del lavoro, ma non figureranno nell’elenco degli operai che beneficeranno del prossimo passaggio di cantiere, praticamente imminente a Marano. Al posto di Teknoservice subentrerà la società Tekra.
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