Marano, l’opposizione (anziché tentare di dare la spallata a Visconti) protocolla la mozione per silurare Di Pace che non produrrà effetti

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L’opposizione, anziché tentare di mandare a casa Visconti o quanto meno fare chiarezza al proprio interno, stanando i due o tre consiglieri ambigui (che hanno rapporti ambigui con la maggioranza) attraverso il ricorso al notaio, tenta l’ennesima sortita consiliare protocollando (dovrebbero farlo oggi) una mozione che imporrebbe al sindaco di revocare l’incarico al dirigente capo dell’area tecnica, l’ingegnere Pasquale Di Pace.

Una sortita inutile, visto che il siluramento di Pace decreterebbe anche la fine della gestione Visconti. Pertanto, anche se qualcuno della maggioranza potrebbe essere d’accordo in via del tutto teorica, nella pratica non produrrà alcun effetto, se non quello di fare la solita “ammuina” nel civico consesso.

Quanto al ruolo di Di Pace e ai suoi meriti o demeriti, questo portale si è già espresso diverse volte e in tempi non sospetti, quando tutti elogiavano (acriticamente) il Di Pace. I fatti sono i seguenti: Di Pace non è un bandito (non è in alcun modo paragonabile a qualche vecchio dirigente del settore tecnico) e questo è un dato che può essere dato per acclarato. Di Pace, in diversi casi su sollecitazione esterna, ha comunque avviato iter importanti propedeutici ad alcuni sequestri o per i beni confiscati o anche per le case popolari e, infine, per la vicenda (scandalosa) di via Corree di sotto. Va detto ancora, a sua parziale discolpa, che ha in organico solo due o tre geometri e nemmeno un funzionario. E’ su questo non ci piove.

Di Pace ha commesso degli errori? Sì, diversi. Sul fronte dell’igiene urbana aveva promesso, per questo dicembre, una differenziata al 65 per cento e aveva “giurato” che in caso di flop sarebbe andato via. Di Pace non ha vigilato abbastanza sull’affaire stagionali nei rifiuti e ha fatto pochissimo sul fronte delle pulizie del mercato ortofrutticolo, per il quale l’ente ancora paga (nonostante sia chiuso da 15 mesi) la ditta Tekra. Di Pace ha commesso un errore di valutazione (grave) sulla vicenda del gazebo di piazza del Plebiscito ed è stato poco attento, salvo rivedere certe situazioni ad indagini in corso, su alcune Scie commerciali, anche perché poco coadiuvato da qualche sottoposto. Sul mercato ortofrutticolo i tempi si sono dilatati, ma a promettere mari e monti agli operatori non era stato lui, bensì il sindaco e il suo ex vice Taglialatela. Anche sulla commissione per il condono, individuata da tempo, ci sono state e ci sono troppe incertezze, così come per i fondi di Città Metropolitana, al momento persi.

Morale della favola? Qualcosina di buono l’ha fatta, qualche errore anche (alcuni di non poco conto) e avrebbe potuto far meglio, molto meglio, se avesse ascoltato qualche buon consiglio e avesse mandato a quel paese (o spostato di ruolo) qualche dipendente non proprio ligio al proprio dovere.

 

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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