La Consulta boccia l’omogenitorialità: “Le coppie gay non sono famiglie”

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Possono due maschi generare figli? Solo ricorrendo alla pratica dell’utero in affitto privando un bambino del diritto di crescere con la mamma. E da due donne possono nascere i bambini? Solo ricorrendo alla fecondazione eterologa che però è illegale per le coppie lesbiche.

Le coppie omosessuali non sono “famiglie”

Partendo quindi da queste osservazioni, la Corte Costituzionale con la sentenza 221 di qualche giorno fa, ha messo una pietra tombale sul concetto di omogenitorialità e affossato per sempre, per le coppie composte da gay e lesbiche, di appropriarsi del termine “famiglia”, perché essa è solo quella definita dall’articolo 29 della Costituzione Italiana ovvero una “Società naturale fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna”.

Il no della Consulta all’omogenitorialità

In pratica la Corte Costituzionale ha detto no ad una richiesta del tribunale di Pisa che pretendeva di comporre un certificato anagrafico che attestasse un bambino “figlio di due donne”. Con questa sentenza, quindi, si chiarisce definitivamente che l’omogenitorialità nell’ordinamento giuridico italiano non esiste perché i bambini sono soggetti di diritto e non un diritto di adulti egoisti alla Bibbiano che pensano di poter fare tutto quello che vogliono.

La notizia è passata in sordina senza le fanfare che avevano accompagnato il varo della Legge Cirinnà. Come la prenderà il ministro alla Famiglia Elena Bonetti che aveva promesso rivoluzionarie aperture a favore del mondo Lgbt: adozioni per tutti?

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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