Marano, un anno fa (21 ottobre) il primo round delle elezioni. Il bilancio di un anno e le scelte nefaste di Visconti

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Un anno fa, proprio in questo giorno, si consumava il primo round elettorale tra sei candidati sindaco, di cui due, Visconti e Albano, arrivati al ballottaggio del 4 novembre, poi vinto dall’esponente del Pd.

Un anno è un tempo giusto per fare bilanci. Bilanci che non possono non essere che negativi. Ma ciò non deve e non può stupire: solo gli “allocchi” della politica locale e i cittadini poco attenti alle dinamiche amministrative, potevano sperare e pensare in un’inversione radicale della rotta. Le ragioni le scrivemmo proprio in quel periodo: Marano è un comune fallito, sotto il profilo finanziario, con poco personale a disposizione e per giunta poco qualificato e motivato.

Lo scrivemmo più volte in quel periodo, quando speravamo in un “prolungamento” del commissariamento. Chiunque avesse vinto, non avrebbe potuto far miracoli, ma è vero che Visconti ci ha messo del suo e ha steccato con alcune decisioni assurde e insensate.

Quali? La conferma del dirigente dell’ufficio tecnico comunale, voluto a tutti i costi perché messo lì dai commissari, non si è rivelata scelta azzeccata, non perché Di Pace non sia volenteroso o per chissà quale ragione, ma semplicemente perché a Marano serviva e serve come il pane un dirigente di area economico-finanziaria. Questa figura non c’è e per un comune in dissesto è un danno di non poco conto. Il Ministero dell’Interno, un anno fa, diede la possibilità a Visconti e ai suoi di avere a Marano un dirigente di area economica (un solo dirigente si poteva assumere) ma Visconti optò per Di Pace, per motivazioni che oggi, alla luce delle indagini della magistratura, si stanno rivelando anche fallaci.

Visconti ha sbagliato poi, e non poco, nell’individuazione degli assessori, non tutti di eccelsa qualità. La giunta giuglianese, come era facile prevedere, non poteva piacere a tutti, ai maranesi in primis che speravano di accaparrarsi qualche casella. Alcuni di questi assessori, come nel caso della De Nigris e D’Alterio, sono tra l’altro chiamati a seguire materie di cui nemmeno (forse) conoscevano l’esistenza. Ci volevano super esperti, soprattutto in materia di bilancio e rifiuti, e non personaggi alle prime armi in un comune in bancarotta.

In consiglio comunale, poi, a parte un paio di vecchie volpi, Visconti non ha elementi capaci di reggere il confronto dialettico con gli altri volponi della minoranza. La verità è che Visconti, come fecero alcuni suoi predecessori, ha sottovalutato la gravità della situazione. Pensava, credeva che qualche amicizia in Regione, De Luca in primis, sarebbe bastata per rimettere in piedi una città distrutta dalla mala politica, dal malaffare, dall’abusivismo edilizio e da tanto altro.

Non ha giovato al sindaco anche la sua proverbiale “presunzione”, mascherata dalla finta umiltà. Visconti si piace, lo sanno tutti. Ha un’altissima considerazione di sé e pensava, avendo lavorato all’Inps, di avere un minimo di competenza amministrativa. Se avesse ascoltato i consigli giusti, anche i nostri dei primi mesi, si sarebbe evitato diverse brutte figure amministrative. Per governare un comune occorre avere nella propria squadra memorie storiche, persone che conoscono profondamente il territorio e le dinamiche municipali.

Altri errori madornali: aver insistito per circa 10 mesi con una segretaria generale, Letizia, palesemente inadatta per un comune come Marano. Altro errore: la scelta dei sovraordinati. Campanile gli ha dato una mano, anche per l’individuazione di Ronza, unica casella azzeccata da Visconti in 12 mesi di gestione, e gli sta dando una mano sul fronte delle politiche sociali. Ma l’altro sovraordinato, Covino, non era affatto necessario. Non perché non si impegni, ma perché non ha competenze specifiche e nessun apporto (degno di nota) può dare all’Ente. Era necessario, invece, individuare un grande tecnico, magari un urbanista, che avrebbe potuto dare una mano a Di Pace o a Ronza se questi avesse assunto l’interim dell’ufficio tecnico, liberando la casella per un dirigente di area economica. Scelta profondamente sballata anche quella della Flores, altra “giuglianese” importata a Marano.

Non sfuggirà ai lettori anche un’altra considerazione: se Visconti è lì è per merito o demerito (fate voi) del Movimento Cinque Stelle che, se avesse partecipato alla competizione elettorale, avrebbe (visti i chiari di luna) sicuramente vinto, sia che avesse sfidato Visconti sia che avesse gareggiato con Albano. Avrebbero governato bene? Non lo sappiamo e non ci mettiamo la mano sul fuoco (anzi), ma sicuramente avremmo visto un altro film.

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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