Di Maio e Conte ai ferri corti

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Il premier Giuseppe Conte (S), la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese (C) e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio alla Camera durante la fiducia al nuovo governo, Roma, 9 settembre 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
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“I toni ‘o si fa così o si va a casa’ fanno del male al Paese, fanno del male al governo: in politica si ascolta la prima forza politica che è il M5s, perché se va a casa il M5s è difficile che possa esistere ancora una coalizione di governo”. Luigi Di Maio arriva a Matera per Expo 2020 e risponde subito alle dichiarazioni rilasciate dal presidente del consiglio Giuseppe Conte.

Sono ore di tensione altissima per il governo. Il ministro degi Esteri, che aveva chiesto un incontro di maggioranza per chiarire alcuni aspetti della manovra, era sembrato il primo destinatario della parole del premier, malgrado le precisazioni serali di Conte anche sulla frase “chi non fa squadra è fuori dal governo”.

Di Maio replica anche sul fatto che la manovra sia ‘fatta’ e i toni, a dispetto delle parole, sono da nuovo diktat: “Non c’è nessun ultimatum contro un ultimatum. Io credo soltanto che bisogna fare in modo che in questo governo ci sia meno nervosismo, meno prese di posizione dure e mettere al centro le persone e non le proprie opinioni. Prima di tutto – aggiunge – sono soddisfatto che domani finalmente si riunisce questo vertice di maggioranza che stavamo chiedendo da un po’, un vertice di governo che deve servire a mettere nella legge di bilancio tre proposte che per noi sono imprescindibili: o si fanno – sottolinea il leader M5s – o non esiste ancora la manovra”.  Più tardi da Matera ribadisce di “essere fiducioso sul fatto che troveremo una soluzione domani nel vertice”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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