Da Cutolo a Polverino, i boss che sperano nell’ergastolo soft e che potrebbero ricorrere alla Corte Europea

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I detenuti all’ergastolo ostativo e quindi i super carcerati al 41 bis o sottoposti alle restrizioni dell’articolo 4 bis dell’ordinamento penitenziario possono, da oggi, ricorrere alla Corte Europea dei diritti dell’uomo per ottenere benefici finora loro negati. La decisione di ieri della Grande Chambre ha effetti diretti, al momento solo teorici, sui camorristi e mafiosi ergastolani ristretti da decenni nei penitenziari italiani di massima sicurezza. Personaggi come Giuseppe Setola, il boss stragista dei Casalesi, l’uomo che si diede latitante proprio dopo una scarcerazione ottenuta con un falso certificato di cecità, che durante la fuga di nove mesi uccise e fece uccidere diciotto persone, sarà tra i primi a ricorrere alla Cedu. E poi il famigerato “Sandokan”, al secolo Francesco Schiavone, altro pezzo da novanta dei Casalesi. Su tutti, però, spicca il nome di Raffaele Cutolo, ormai da oltre 40 anni detenuto in un carcere di massima sicurezza, l’uomo che osò sfidare i siciliani e le fazioni camorristiche a loro alleati. Potrebbero ricorrere alla Corte Europea anche personaggi del calibro di Giuseppe Polverino, il “Barone” dei Camaldoli, re incontrastato del traffico d’hashish, il boss scissionista Raffaele Amato, l’uomo che osò sfidare i Di Lauro, e anche Antonio Orlando, boss maranese di recente ristretto al 41 bis.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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