Salvini e Di Maio e il gioco dei messaggi. Salvini: “Cara, ti amo”. Di Maio: “Mi sento confusa”…

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«Eravamoooo fidanzati / Poooi / Tu mi hai lasciato / senza addurre motivazioni plausibiliii»: Matteo Salvini e Luigi Di Maio, promessi sposi che un destino torbido fatto di Mojito e Papeete ha diviso, continuano purtuttavia a sentirsi via sms e c’è qualcuno che “è pronto a ricostruire il rapporto”, come dicono i consulenti matrimoniali. Ma prima ci dovrebbe essere l’autoanalisi e l’ammissione di colpe, e qui crolla tutto: «Noo… o… oooh… non è vero, tu non capisci l’universo femminile, La mia spiccata sensibilità, si contrappone al tuo gretto Materialismo maschilista..». Spiega oggi Marco Cremonesi, cantore ufficiale delle gesta leghiste sul Corriere:

Con Di Maio sono quantomeno ripresi i messaggi, il che in ottica salviniana è una buona notizia: il «forno Lega» non è sbarrato. Però, Salvini ne è consapevole, il capo dei 5 stelle considera un vero e proprio tradimento l’innesco della crisi di governo: «Lui non si fida — avrebbe ribadito il leader leghista in una delle telefonate con i suoi parlamentari — Io semplicemente gli ho fatto sapere che quando vuole sono pronto».

La pietra dello scandalo, il terzo lato del triangolo è stato Giuseppe Conte. O almeno questo Salvini vorrebbe che Di Maio pensasse:Il fatto è che Salvini negli ultimi giorni ha confidato ai suoi che «per separarmi da Luigi il presidente del Consiglio dimissionario ha giocato un bel ruolo». Perché «più di una volta mi ha sconsigliato di contattare direttamente Di Maio, “non preoccuparti, ci penso io”. E io cosa avrei dovuto fare? Mi sono fidato…»

Insomma, una situazione del tipo: Lui: Usciresti con me domani sera. Lei: Sono stanca forse ho già un altro impegno. lui: Beh, poco male così vedo i miei amici. Lei: Sono libera. Lui: Mettiamola sul sesso. Lei: Ho bisogno d’affetto. Lui: Mettiamola sull’affetto. Lei: Chiaviamo. Capite anche voi che così è difficile, ma il vero innamorato non demorde mai:Detto questo, appunto, la fiducia non è recuperata: «Il punto è quello. Perché il resto…si tratterebbe solo di aggiornare il programma. Però, per farlo dovremmo metterci intorno a un tavolo». Insomma, la questione resta quella di ricostruire il rapporto personale e umano tra i due. L’offerta a Di Maio di fare il premier, seppure non discussa con l’interessato, resta in campo. Ciò significa che la Lega non porrebbe condizioni?

Insomma, con Di Maio premier si potrebbe fare.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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