Tutto pronto per il grande inciucio Pd-Cinque Stelle. Conte ormai pensa solo a quello pur di rimanere a galla

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Tra Pd e M5s ormai non si discute più sul cosa, il governicchio, ma sul come. Al patto per rinviare il voto anticipato, far saltare i piani di Matteo Salvini e mandarlo all’opposizione manca solo l’ufficialità. Tutti ne parlano, Graziano Delrio si è sbilanciato (“Un patto scritto alla tedesca”) ma tutto si deciderà dopo il 20 agosto, quando Giuseppe Conte si recherà in Senato a riferire e si capirà se verrà sfiduciato o meno. A oggi, infatti, stanno riprendendo piede tutte le ipotesi.

Non è da escludere, ad esempio, che la Lega ritiri la propria mozione di sfiducia in modo tattico, per lanciare un messaggio distensivo al M5s e virare sul maxi-rimpasto. Al momento, le reazioni tra i grillini sono gelide, con Luigi Di Maio per primo che ha sprezzantemente sfidato Salvini: “Si è pentito ma la frittata è fatta”. Dal versante Pd, spiegava un retroscena di Tommaso Labate sul Corriere della Sera di Ferragosto, si stanno preparando anche alla retromarcia leghista. In quel caso gli ambasciatori dem “potrebbero chiedere agli sherpa del M5s di far annunciare a Conte le proprie dimissioni durante le comunicazioni al Senato”. Opzione che avrebbe già l’avvallo di Di Maio: “Tanto – è la sua analisi, secondo il Corsera – tutta Italia già saprebbe che il governo l’ha fatto cadere Salvini”. E a quel punto, Conte sarebbe libero di puntare al mandato bis con il sostegno del Pd, imbarazzi permettendo.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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