De Mita non si arrende: a 91 anni lancia un altro partito democristiano

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Sbaglia di grosso chi crede che l’elezione a sindaco a 91 anni sia il traguardo. Perché Ciriaco De Mita nelle ultime settimane si è dato da fare per creare, partendo dalla sua Nusco dove è primo cittadino per la seconda volta da fine maggio, un nuovo partito. Con l’obiettivo di farne una lista per le prossime regionali. L’ex leader della Democrazia Cristiana vuole così avere di nuovo voce sulla Regione dopo che i rapporti con i suoi si sono logorati.

Si riparte parlando di politica, mettendo al centro della discussione i temi centrali della città e di una comunità che ha necessità di essere ricostruita. – spiega la coordinatrice cittadina Maria Rusolo – L’aver vinto le elezioni, avere un sindaco e un’amministrazione è un punto di partenza, ma la politica deve essere quella che dà la traiettoria. Non ci possiamo fermare aspettando che il Partito Democratico che è il maggiore partito di centrosinistra risolva le sue beghe interne. Non ci possiamo concentrare sulle tessere on line o meno, non possiamo continuare a fare lotte di potere in vista delle Regionali. C’è la necessità di mettere il pensiero e la proposta politica al centro della discussione. Sento parlare di movimenti di sindaci, penso che gli amministratori per non commettere gli errori del passato devono fare un passo indietro ed è la politica che lancia l’idea e indica gli obiettivi. Gli amministratori devono fare di tutto per realizzarli altrimenti potremmo tranquillamente avere sempre dei commissari».

Non mancano le stoccate a Maurizio Petracca che, poco meno di una settimana fa, ha presentato l’associazione “Officina 20.20”, alla presenza di sindaci ed amministratori: «Gli amministratori comprendono chi fa politica, chi ha delle direzioni, chi ha un programma chi ha una visione per le Regionali. Mi fido poco delle sale piene organizzate per qualche convegno. Il pensiero, la parola, la proposta, la riflessione, gli individui rappresentano – conclude Rusolo l’unica strada percorribile».

Tra gli interventi spicca anche quello del segretario provincia de “L’Italia è Popolare” Giuseppe Del Giudice. Anche lui, come la coordinatrice cittadina, non lesina stoccate al consigliere regionale Petracca: «Per noi la politica si fa nei partiti, anche quando questi sono in crisi. Per noi non esistono scappatoie, preferiamo resistere e provare a riorganizzarci. “Officina 20.20” nasce dall’ambiguità, è un’associazione. Non è un luogo politico, non è un partito. Qual è la loro prospettiva politica? Sfociare nel Pd? Mi sembra che stiano camminando su un terreno scivolo. Noi siamo una forza di centro e vogliamo ricostruire quest’area, lo diciamo in maniera chiara». Il riferimento del mondo demitiano, poi, spiega le prospettive della “cosa bianca” e guarda, ancora con distacco, alle Regionali del prossimo anno: «Crediamo che nel nostro Paese ci sia spazio per un movimento che possa occupare un’area di Centro ma che, soprattutto, risponda alla domanda di politica che i cittadini hanno mosso. Ed in questo senso noi vogliamo fare la nostra parte. Siamo preoccupati per lo stato nel quale versa la Regione Campania, stiamo entrando in recessione. Lo stato di salute del Centrosinistra non mi pare dei migliori. Noi vogliamo organizzare una federazione di centro e che abbia rappresentanza sui territori. Dopodiché, pensando alle Regionali, saranno i congressi ed il partito ad assumere le decisioni».

«La politica si sta restringendo attorno agli individui – esordisce così Giuseppe De Mita – i quali, appena non servono più, dicono che i partiti non hanno più senso. Invece, per noi, un senso ce l’hanno e possono rinascere e rifiorire se accompagnati da un nuovo gruppo dirigente capace di mettere in crisi quello che insiste attualmente. Prima della campagna elettorale abbiamo provato a dar vita ad un luogo che recuperasse forze politiche e movimenti, in un’ottica di dialogo. Un’operazione che non è riuscita a causa di chi intende la politica come dimensione individuale. Ripartiamo dallo stesso tentativo per ricomporre un quadro politico anche in città. Se la vittoria di Festa suona la campagna del pericolo scampato, oggi dobbiamo recuperare il percorso che abbiamo lasciato. Dico a Livio Petitto e al Sindaco Festa che, in passato, ci siamo giudicati senza conoscerci e che, adesso, abbiamo la possibilità di far accadere un fatto nuovo. La nostra intelligenza potrà farlo estendere altrove».

Anche l’ex vicegovernatore della Campania, così come Del Giudice, traccia le linee future del nuovo soggetto di centro: «Siamo alternativi all’attuale quadro politico, quello in cui c’è chi, forte del suo potere, crede di elargire fondi come se fossero soldi che ha in tasca, senza guardare alla rappresentanza. La nostra priorità – sottolinea l’ex deputato – è trovare una via d’uscita alternativa a quella proposta dalla Destra, spiegando che la paura si vince con la solidarietà. La nostra sovranità eversiva ci spingerà a muoverci nelle aree interne e nelle periferie urbane, lì vanno costruire le reti di protezione».

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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