Il giudice Capuano e quel favore ottenuto dall’Inps. Il cerchio si stringe anche su Marano?….

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Il rapporto tra l’imprenditore edile Alfonso Iovine e il giudice Alberto Capuano (entrambi coinvolti nell’«Operazione San Gennaro», il primo indagato, il secondo finito in carcere), si basa, secondo gli inquirenti, su «un flusso di reciproco scambio tra favori ed utilità economiche». Detto scambio, sostiene il pm Gennaro Varone, nella richiesta per l’applicazione di misure cautelari, «rientra nella fattispecie del traffico illecito di influenze, quando Capuano si avvale del suo ruolo, del suo prestigio, del suo credito personale, per spuntare favori allo Iovine» e «nella corruzione, quando Capuano spende la sua qualità ed il suo ruolo all’interno dell’amministrazione giudiziaria cui appartiene; ovvero, promette di farlo, in cambio di utilità».

A questo punto c’è da fare una premessa: Iovine, come si evince da una serie di intercettazioni telefoniche, è impegnato con la sua impresa, ad eseguire lavori di ristrutturazione presso il centro Aestetica, intestato alla moglie del giudice.

Dall’inchiesta emerge che «Capuano è variamente intervenuto con la sua influenza, presso più uffici pubblici, per risolvere criticità allo Iovine». Il pubblico ministero annota due episodi. Il primo è relativo all’azione di Capuano presso pubblici ufficiali dell’Inps, «che ha negato a Iovine un Durc (Documento unico di regolarità contributiva) positivo, provocandogli un dannoso fermo dei lavori».

Il giudice «agisce per sbloccare la situazione,
con successo». Che l’intervento promesso da Capuano
sia stato risolutivo, è provato da una conversazione intercettata il 14 febbraio scorso.

«Ce l’abbiamo fatta», esulta Iovine al telefono. Capuano si complimenta soddisfatto: «Ahhahah, bravissimi». E Iovine spiega, come abbia appreso la notizia dello «sblocco» della situazione: «Mò ho visto col computer di un amico, mamma mia, mamma mia, grazie Albert (letterale nella trascrizione)».

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Il secondo caso oggetto di approfondimento, è invece, ciò che riguarda l’acquisto immobiliare a Ischia, da parte di Iovine e di un’altra persona (che non risulta tra gli indagati). I due, argomenta il pm, chiedono e ottengono l’intercessione di Capuano (che, non dimentichiamo, è in servizio proprio presso il Tribunale dell’isola verde), affinché un ingegnere «dell’Ufficio tecnico si metta a loro disposizione, per eliminare un ostacolo burocratico al buon fine dell’affare».

Per evadere la pratica che interessa Iovine, un altro ingegnere dovrà recarsi dal suo collega dell’Utc isolano.

L’intervento del giudice per «risolvere la problematica» è confermata tanto da Capuano, quanto dal pubblico ufficiale avvicinato. L’ingegnere che deve passare al Comune, parlando con Iovine (l’undici aprile del 2019), dice: «Senti, ma io ad Alberto non l’ho sentito, non so se ha fatto quel passaggio». Al che Iovine, risponde: «Lui ha detto che lo faceva quel passaggio». E Marano cosa c’entra in tutto ciò? Nei giorni scorsi abbiamo dato notizia del rapporto strettissimo che intercorreva tra il giudice oggetto di indagini e un dipendente Inps nostrano, oggi sovraordinato del Comune. Si attendono in tal senso ulteriori sviluppi.

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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