La strategia del clan: striscioni all’asilo e tritolo anti-Lo Russo

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Hanno iniziato lo scorso aprile a mostrare i muscoli. E lo hanno fatto in due direzioni: da un lato, puntando armi di ogni tipo contro i propri rivali, quelli rimasti in un certo modo inseriti nel giro di affari dei Lo Ruso; ma anche usando i media, la comunicazione, per riversare – con messaggi sinistri – il loro odio verso i «capitoni», gli antici padroni della zona, in una parola quelli del clan Lo Russo, ma anche contro i loro alleati di sempre.

Ed è così che si apprende che la nuova faida dell’area nord non è iniziata ieri mattina all’alba, né pochi giorni fa con l’omicidio del figlio del boss pentito Salvatore Torino. Ricordate cosa accadde mesi fa in via Janfolla? Aprile scorso, all’esterno dell’asilo, brutta scena: c’erano degli striscioni contro i Lo Russo, gli odiati (ma un tempo riveriti) «infami», per aver scelto la strada della collaborazione con la giustizia.

Il Mattino

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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