Forcella, Luigi Giuliano indaga sul delitto del figlio Giovanni

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Ha indossato l’abito del detective, forte della conoscenza approfondita di certe logiche criminali, ma anche di tanti retroscena legati alla storia malavitosa della sua Forcella. Lui – parliamo di Luigi Giuliano, l’ex «re» della camorra napoletana – non ci sta ad assistere all’archiviazione delle indagini sull’omicidio del figlio Giovanni. E ha indicato un possibile solco investigativo, a partire da una premessa: Maurizio Ferraiuolo «che è il pentito principale di questa storia), mente, si contraddice, nasconde volutamente alcuni particolari, per allontanare ogni sospetto da sé, da quello che fu il suo ruolo. E lo fa con un disegno preciso, a partire da un dato di fatto: «Anni fa, gli ho ammazzato il padre, potrebbe avere motivi di astio nei miei confronti, un rancore che lo ha portato a raccontare mezze verità sul delitto di mio figlio». Parola di Luigi Giuliano.

ASSALTO AL CIRCOLETTO
Ma andiamo con ordine, a partire dal delitto che anima la verve investigativa di Luigi Giuliano: siamo a dicembre del 2006, in via Sant’Arcangelo a Baiano, quando Giovanni Giuliano viene massacrato all’interno di un circolo ricreativo. Scena pulp, sangue ovunque, finanche sul poster di Maradona che troneggiava all’interno del club privato. Aveva 32 anni la vittima, quattro anni prima aveva accettato per un breve periodo il programma di protezione come figlio di Luigi Giuliano e di Carmela Marzano (entrambi collaboratori di giustizia), salvo fare rientro a Forcella. Una vendetta trasversale a freddo – si scrisse 13 anni fa – come risposta a chissà quale delitto ordinato dalla famiglia Giuliano negli anni del suo «regno» a Forcella.

Il Mattino

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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