Marano, la mozione De Nigris, il voto segreto, il timore dei franchi tiratori. Visconti blinderà l’assessore nonostante i mal di pancia. La vera partita è un’altra

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I giorni che hanno preceduto Pasqua e quelli che seguiranno sono stati e saranno tutti (o quasi) incentrati sul caso De Nigris. I consiglieri di maggioranza si sono incontrati un po’ ovunque e qualcuno – come accaduto sabato scorso in una nota caffetteria di via Falcone – ha chiesto lumi e contributi anche ad avvocati e politici non di Marano.

La questione è spinosa e dibattuta. L’assessore all’avvocatura si è fatta promotrice di una delibera, votata nei giorni scorsi, con la quale, in pratica, si consente agli avvocati convenzionati con l’ente cittadino (quindi legati da un contratto e retribuiti con un fisso annuale) di poter chiedere e ottenere dall’autorità giudiziaria onorari extra convenzione, con l’impegno da parte del legale di dover comunicare ogni mossa ai vertici dell’amministrazione e la possibilità da parte del Comune di poter (in base ad un complesso calcolo percentuale) scalare alcune somme dalla suddetta convenzione.

Per la minoranza, ovvero per i firmatari della mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore al ramo, si “tratta di richieste (quelle già avanzata da uno dei legali contrattualizzati dal Comune) manifestamente illegittime e – riferiscono i consiglieri di opposizione – di indebita appropriazione di somme che dovrebbero in realtà finire nelle casse dell’ente”.

Accuse che vengono rispedite al mittente sia dall’assessore De Nigris sia da uno degli avvocati convenzionati che hanno già avanzato tali richieste ai soccombenti in giudizio contro il Comune di Marano.

Cosa accadrà? La mozione di sfiducia alla De Nigris sarà discussa in aula tra qualche giorno e si voterà, come accade in casi come questi, con il sistema del voto segreto. I franchi tiratori della maggioranza, quelli che concordano con la tesi dell’opposizione (almeno 3 o 4 consiglieri), potrebbero dunque fare un brutto scherzo alla De Nigris e far passare la mozione dell’opposizione.

Ma è improbabile che vada in questo modo. Visconti, tra qualche giorno, blinderà l’assessore al ramo e catechizzerà i suoi. “Non possiamo darla vinta alla minoranza, se cade la De Nigris ci saranno effetti nefasti per tutta l’amministrazione”: sarà questo, in sintesi, il ragionamento che farà il primo cittadino.

La mozione non passerà non solo e non tanto perché i consiglieri di maggioranza, pur ritenendo che la vicenda onorari a favore degli avvocati non sia stata gestita al meglio, non faranno uno sgambetto alla propria rappresentante di giunta, ma soprattutto perché gli oppositori (sul punto) non sono compatti.

Già tre consiglieri non hanno apposto le firme sotto il documento di sfiducia presentato dai consiglieri Moio, Giaccio, Albano, Monti, Passariello e Abbatiello. Ed è storia nota e risaputa che due di questi tre consiglieri sperano, auspicano ardentemente o potrebbero (per diverse ragioni) passare in futuro tra i banchi della maggioranza.

Sulla mozione De Nigris, dunque, difficilmente ci saranno scompensi interni. La verità è che servirà soprattutto per fare chiarezza tra gli oppositori.

L’amministrazione Visconti, come ribadiamo da mesi, si gioca tutto su altri fattori: lottizzazione C17, Giardino dei ciliegi, lottizzazione C4 e fondi Pics. Alcuni di questi aspetti sono strettamente interconnessi. Gli interessi in ballo sono tanti e a qualche consigliere potrebbe venire più del classico mal di pancia.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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